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Fine di un mito

Concorde, 15 anni fa il tragico schianto dopo il decollo da Parigi

25 luglio 2015 | 10.54
LETTURA: 4 minuti

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Un Concorde (Foto da Wikipedia)

Era il 25 luglio del 2000 quando un Concorde dell'Air France, decollato da Parigi e diretto a New York, si schiantò in fiamme poco dopo il decollo dall'aeroporto Roissy provocando 113 morti. Parte del velivolo cadde su un albergo. Le vittime furono i 100 passeggeri, i 9 membri dell'equipaggio e altre 4 persone a terra.

Un incidente che infranse un mito, quello di volare da Londra e da Parigi a New York in sole tre ore e mezzo. In seguito alla crisi del trasporto aereo, innescata dagli eventi dell'11 settembre, l'aereo supersonico andrà definitivamente in pensione nel 2003.

Era stato il ministro laburista inglese, Tony Benn, a concepire l'idea di questo avanzatissimo programma incentrato sulla sfida della velocità. La sponda la trovò nella Francia. Il nuovo aereo doveva essere il prodotto d'avanguardia della tecnologia aerospaziale europea. Un vero e proprio fiore all'occhiello, frutto di una partnership internazionale assolutamente inedita nello scenario industriale degli anni '60.

E la novità è, in qualche modo, contenuta nel nome con il quale fu battezzato l'aereo: Concorde, cioè ''concordia'', un termine che, essendo simile in entrambe le lingue, metteva d'accordo sia francesi e inglesi e che suggellava, simbolicamente, al tempo stesso, questa nuova alleanza industriale.

Il Concorde effettuò il suo primo volo di linea nel '76. In tutto ne vennero prodotti una ventina. Aveva una fisionomia inconfondibile, con la sua fusoliera allungata terminante in quel ''becco'' mobile, che tanto ricordava un uccello rapace.

Il Concorde è un aereo 'piccolo': lungo 62 metri con un'apertura alare di 25 metri, una cabina larga soltanto 2,87 metri e una capacità di 100 posti. Con quattro motori da 38 mila libbre di spinta e un peso massimo al decollo di 185 tonnellate, il Concorde ha una velocità non supersonica da 430 nodi e una velocità da crociera supersonica di Mach 2 a una quota di 62mila piedi. L'autonomia del Concorde è di 6.200 chilometri e per questo e il suo impiego era, in qualche modo, ''limitato'' alle sole rotte transatlantiche.

Per anni, volare con il Concorde era sinonimo di prestigio, privilegio di pochi. Consentiva, al 'business man' di partire da Londra la mattina, presenziare una riunione a New York per ripartire la sera stessa. Ma non solo. Era anche la follia di chi, per una volta nella vita, era disposto a pagare cifre esorbitanti per partire da New York, cenare a Parigi e poi ritornare. Insomma era un lusso come quello che avevano deciso di concedersi i turisti tedeschi che morirono nel volo della morte.

E' stato proprio quell'incidente a segnare bruscamente la fine di un'epoca. British Airways e Air France hanno lasciato a terra la loro flotta di Concorde per ben 18 mesi. Gli aerei supersonici sono rientrati in servizio il 7 novembre del 2001. Ma il suo impiego era stato decisamente ridotto dalle compagnie.

Insomma, dall'incidente il Concorde non si è di fatto mai più ripreso e ha imboccato un inesorabile viale del tramonto. Sconfitto dalla dura legge del mercato, il Concorde rimane, comunque, un gioiello tecnologico insuperato.

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