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Concordia, Schettino potrà risalire a bordo Pm apre una nuova inchiesta: due indagati

25 febbraio 2014 | 14.12
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Grosseto, 25 mar. - (Adnkronos/Ign) - Francesco Schettino ha chiesto di poter tornare a bordo della Costa Concordia e il Tribunale di Grosseto, che lo sta processando, ha dato la sua autorizzazione alla richiesta. Schettino potrà quindi prendere parte giovedì 27 febbraio al secondo sopralluogo sulla Costa Concordia, naufragata all'isola del Giglio il 13 gennaio 2012, disposto dallo stesso Tribunale nell'ambito delle operazioni peritali aggiuntive.

L'accoglimento della richiesta avanzata dagli avvocati di Schettino è stata resa nota dal giudice Giovanni Puliatti, presidente del Tribunale, durante l'udienza di questa mattina. Nel sopralluogo di giovedì prossimo Schettino interverrà alle operazioni insieme ai periti del tribunale e delle parti: al centro della verifica l'accertamento del funzionamento del generatore di emergenza dopo che la Concordia sbattè contro lo scoglio. Nel primo sopralluogo del 23 gennaio i periti del Tribunale prelevarono alcuni materiali, tra cui l'hard disk e il computer dalla plancia di comando.

"Soddisfatto" il legale dell'ex comandante della Concordia Domenico Pepe. "Riteniamo che Schettino possa chiarire tanti particolari rispetto agli ultimi momenti di emergenza e ai sistemi di sicurezza e alle apparecchiature che possono o meno aver funzionato", dichiara l'avvocato. Che aggiunge: "Siamo soddisfatti perché abbiamo percepito che il Tribunale vuole accertare la verità e mi pare che sia uno dei pochi casi in cui si sta applicando il giusto processo dando all'imputato ogni possibilità di difesa".

Intanto, la Procura di Grosseto ha aperto un nuovo fascicolo d'inchiesta: ci sono due indagati, si tratta dell'ingegnere Franco Porcellacchia, responsabile del progetto di rimozione e raddrizzamento del relitto per conto di Costa Crociere e custode giudiziale della Concordia, e di un perito della stessa compagnia, il comandante Camillo Casella.

Porcellacchia e Casella sono finiti nel registro degli indagati per le ipotesi di reato di violazione dei sigilli, modifica dello stato dei luoghi sottoposti a sequestro giudiziale e frode processuale. La Procura di Grosseto ha infatti accertato che i due indagati, forse in concorso con una terza persona da identificare, sono saliti sul relitto della Concordia il 22 gennaio scorso, il giorno precedente al sopralluogo peritale aggiuntivo disposto dal Tribunale, senza aver chiesto l'autorizzazione del giudice dato che la nave è tuttora sotto sequestro.

''Siamo di fronte a una leggerezza imperdonabile'', commenta il procuratore capo Francesco Verusio. ''E' una circostanza grave'', dice ancora Verusio. L'indagine ora dovrà accertare se sia stato modificato lo stato delle cose all'interno della plancia di comando prima dell'effettuazione del sopralluogo del 23 gennaio.

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