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Milano: Confcommercio riunisce candidati sindaci, insieme facciamola grande

22 aprile 2016 | 15.44
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Confcommercio chiama a raccolta i candidati a sindaco di Milano per presentare loro le 80 proposte del terziario, emerse dal lavoro di dieci tavoli tematici con il contributo di cento esperti. E lo fa organizzando un confronto pubblico nella sede milanese di Corso Venezia, al quale, oltre agli esponenti dei due maggiori schieramenti, Giuseppe Sala per il centrosinistra e Stefano Parisi per il centrodestra, hanno preso parte anche Maria Teresa Baldini di Fuxia People, Marco Cappato del Partito Radicale, Marco Cozzi dell'Udc, Massimo Emanuelli della lista Sosteniamo Milano, Nicolò Mardegan di NoixMilano, Basilio Rizzo per la lista Milano in Comune, Luigi Santambrogio di Alternativa Municipale e Tiziano Tussi per il partito Partito Comunista. Assenti il candidato del M5s, Gianluca Corrado, Natale Azzaretto del Partito comunista dei lavoratori e Carlo Arrigo Pedretti di Rivoluzione cristiana.

Ognuno di loro ha avuto cinque minuti di tempo per esporre la propria idea di governo della città e apporre una bandierina su un maxi tabellone sul quale erano indicati, in fila, gli elementi sui quali puntare per il rilancio della città. Un confronto serrato e senza esclusione di colpi, specie tra i due maggiori competitor, Sala e Parisi che hanno dato vita a un botta e risposta in particolare sul tema Expo: "E' stato un evento che doveva accorgersi anche della città e non solo di quello che c'era fuori - attacca Parisi - e ha creato disagi".

"E' facile fare dichiarazioni acchiappa-applausi - risponde Sala -. Basta guardare i numeri e i dati di utilizzo delle carte di credito nel semestre". Certo, aggiunge, "si può dire che si poteva fare di più, ma noi abbiamo fatto e altri hanno guardato". Del resto, "a destra fanno così, vanno contro tutto e tutti".

Ampio l'universo degli argomenti trattati dai candidati, a partire dalla necessità di misure per il rilancio del turismo e del sistema fieristico, invocati da Cozzi e Santambrogio a interventi di potenziamento del sistema universitario, invocati da Emanuelli, fino alla diffusione della cultura, fondamentale secondo Tussi. Inoltre giovani e startup, su cui, secondo Mardegan, occorre puntare per contrastare il fenomeno della fuga dei cervelli; così come gli interventi sollecitati da Rizzo per la valorizzazione dell'area post Expo.

Non mancano solidarietà e sicurezza, fondamentali per la Baldini e sanità e servizi, sulla cui gestione, secondo Cappato, occorre coinvolgere maggiormente i cittadini ricorrendo alle consultazioni referendarie. Smart city, burocrazia e innovazione sono gli elementi del programma di Sala, che si è detto certo di essere "la persona giusta in grado di fare qualcosa di mai fatto prima per creare ricchezza per cittadini e commercianti", mentre bisogna puntare su mobilità e fiscalità locale, secondo Parisi, convinto che "occorre arrivare a un profondo cambiamento nel rapporto tra amministrazione e tessuto commerciale, il quale deve essere sostenuto e non vessato con politiche ostili".

Durante l'incontro, si è evidenziata quindi la necessità di stabilire un patto tra amministratori e parti sociali per una nuova visione di sviluppo della città: "Milano - ha sottolineato Sangalli - ha cambiato passo, ma deve vincere nuove sfide". Per questo "chiederemo al futuro sindaco un Patto per la Grande Milano, rilanciando il tavolo di consultazione tra Comune e parti sociali". L'obiettivo è "ridisegnare la Città Metropolitana attraverso la crescita ragionata delle aree pedonali, come avviene nelle grandi città europee, e alla progressiva riapertura delle vie d'acqua nel quadro di una città policentrica, aperta e attrattiva".

Inoltre occorre "superare le soluzioni restrittive"; una su tutte "l'Area C, che va ripensata permettendo l'ingresso ai veicoli a basso impatto ambientale e consentendo ai residenti l'esenzione totale del ticket ed escludendo con decisione qualunque ipotesi di un suo allargamento". E accanto al centro, anche le periferie dovranno avere un ruolo primario: "Milano - sottolinea Sangalli - non potrà mai essere grande se non sarà realizzato un piano operativo per riqualificare le periferie e l'hinterland".

E questa "è una sfida che deve essere affrontata attraverso una stretta alleanza tra pubblico e privato". Le imprese commerciali che "intendono aprire un'attività in queste aree dovranno essere sostenute attraverso facilitazioni fiscali o zone tax free, oltre a uno snellimento degli oneri burocratici". Infine occorre abbattere il carico fiscale, dal momento che "la pressione fiscale elevata è la madre di tutti i problemi". Bisogna, avverte Sangalli, "ridurla per dare ossigeno a famiglie e imprese, abbassando la fiscalità locale e intervenendo sulla spesa pubblica e sui costi di servizio". Senza dimenticare interventi a sostegno delle "aziende in difficoltà per via dei cantieri" e "incentivi di premialità fiscale per quelle che si impegnano nelle iniziative di promozione del brand Milano".

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