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Renzi: "Torna il segno più. Paese solido e stabile"

29 dicembre 2015 | 11.24
LETTURA: 8 minuti

"Fosse per me abolirei l'Ordine dei giornalisti domani mattina"

Sulle riforme: "Se perdo referendum fallita mia esperienza politica"

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"Il 2015 è andato meglio del 2014, delle nostre previsioni nel 2014" e "il pil torna a crescere". Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, nella conferenza stampa di fine anno alla Camera spiega i risultati conseguiti sul fronte dell'economia e dell'occupazione e sottolinea: "L'Italia si è rimessa in moto, il Paese è solido e stabile" (GUARDA).

La conferenza stampa inizia con una secca replica al presidente dell'Ordine dei giornalisti, Enzo Iacopino, che aveva parlato di "schiavitù" a proposito di alcune realtà del giornalismo, chiedendo al governo di non concedere più soldi pubblici agli "editori che non documentano di pagare dignitosamente tutti i giornalisti e non solo i contrattualizzati".

"Non ho condiviso le sue parole. Non c'è alcuna piaggeria, né schiavitù o barbarie in Italia e la mia posizione sull'Ordine dei giornalisti è nota: io sarei per abolirlo - afferma Renzi - Se toccasse a me l'Ordine lo abolirei domani mattina".

Poi entra nel dettaglio degli obiettivi raggiunti. Anche in questa occasione non mancano le slide, strumento al quale Renzi ricorre spesso per illustrare i risultati e le proposte del suo esecutivo. Sullo schermo dell'auletta dei gruppi parlamentari della Camera si susseguono i provvedimenti adottati dal governo nel 2015, contrapposti all'immagine di un 'gufetto' pessimista, puntualmente "smentito dalla realtà dei fatti".

"E' stato un buon anno che ha visto in alcune principali sfide, che sembravano impossibili da vincere, tornare il segno positivo" rimarca il premier. "Qualche anno fa c'era preoccupazione", si diceva che "l'Italia sarebbe stata in stagnazione perenne, che l'Italia non sarebbe più tornata con il segno più" ma "se noi guardiamo i dati quest'anno vediamo che il pil torna a crescere", osserva Renzi, che parla di "vittoria della politica contro il populismo. La politica batte il populismo 4 a 0".

LAVORO - "Quando incontri un ragazzo che ti ringrazia perché ha un contratto a tempo indeterminato ti rendi conto che dopo le polemiche sul Jobs act questo 2015 ha portato chiarezza: oggi in Italia ci sono più tutele, non meno, più posti di lavoro, non meno" rimarca il presidente del Consiglio.

BANCHE - Intervenendo sulla vicenda banche, Renzi assicura: "Abbiamo a cuore il destino di quelle persone" che sono state truffate. "Chi ha subito dei danni deve sapere che lo Stato è dalla sua parte, che faremo di tutto perché possa riavere indietro i suoi soldi". Il presidente del Consiglio garantisce che "non c'è un rischio sistemico, il sistema è solido" e aggiunge che l'Italia non chiederà "alcuna deroga all'Europa. Non cambierei il sistema della banche italiane con quello tedesco nemmeno sotto pagamento". "Noi come gruppo dirigente non abbiamo niente da temere - rimarca ancora - Le forze politiche che fingono di essere state su Marte si ricordino che non erano su Marte".

"Il sistema bancario italiano è in grado di reggere - ribadisce - Certo, noi giocheremo tutte le nostre carte nel rispetto delle regole Ue. Ma noi non guardiamo in faccia nessuno e siamo pronti anche a ricorrere alla Corte di giustizia europea nel caso in cui vi siano state violazioni rispetto a quelle regole".

LEGGE DI STABILITA' - Il premier risponde poi alle critiche sulla legge di stabilità. "Il 2015 è stato l'anno delle riforme, il 2016 sarà l'anno dei valori - evidenzia - La legge di stabilità che è stata considerata una legge di mance e mancette mette soldi nella scuola, università, cultura, mette soldi negli ideali, nel terzo settore, nel servizio civile".

Riguardo alla concessione di più margine sulle norme di bilancio da parte dell'Ue, come prevista dalla legge di stabilità, Renzi dice che la flessibilità è "scontata", data "per acquisita", e chiarisce: "Noi abbiamo rispettato tutte le regole Ue e usato la flessibilità prevista dalle regole, l'Italia non chiede sconti, non è il discount".

FISCO - Renzi non entra nel merito dei prossimi tagli delle tasse "anche perché se Padoan sente che sto facendo i tagli alle tasse mi torna a Roma sconvolto" dice rispondendo alla domanda posta dall'Adnkronos nel corso della conferenza stampa. "Abbiamo già individuato un percorso che vede Irpef, Irap, Ires e la questione delle pensioni come assi di intervento, ma non sarebbe serio da parte mia dare adesso i dettagli - spiega - perché non sono ancora definiti: la discussione vera sarà nell'estate del 2016".

PENSIONI - Il premier promette che il governo non farà tagli alle pensioni. "Una cosa sono le pensioni da 2000 euro - precisa - un altro sono le pensioni sopra i 2000 euro". "Non considero la pensione da 2000 euro una pensione d'oro, anche se chi è ci è andato lo ha fatto con il sistema retributivo. Sulle pensioni bisogna essere molto seri: in passato si sono fatte riforme importanti ma poi abbiamo dovuto fare delle modifiche successive per rimediare agli errori".

"Abbiamo calcolato che una parte significativa dei vantaggi ottenuti con la riforma Fornero siano stati poi mangiati da provvedimenti di salvaguardia. Noi non tocchiamo le pensioni degli italiani, se ci saranno da fare degli interventi sulle pensioni d'oro - che non sono 2000 euro - sarà fatto dopo una discussione e un dibattito trasparente", assicura.

RIFORME - Quanto alle riforme, l'11 gennaio riprende l'iter, "immaginiamo il referendum a ottobre 2016 e lì saranno i cittadini a dire se quelle riforme sono state imposte dall'alto o se le approveranno - scandisce Renzi in conferenza stampa - Se perdo il referendum costituzionale considererò fallita la mia esperienza politica".

Quello sull'Italicum, evidenzia, è stato "il passaggio più difficile" ma sulla legge elettorale "è stato fatto un capolavoro parlamentare. Un anno fa si diceva che non c'erano i numeri per approvare la legge elettorale, il dato di fatto oggettivo è che l'Italicum è approvato. Con l'Italicum non abbiamo un effetto spagnolo, abbiamo un Paese stabile", afferma il premier.

UE - Quanto ai rapporti con l'Unione europea, "io non ho dichiarato guerra alla Ue - mette in chiaro - noi stiamo chiedendo alla Ue di far rispettare tutte le regole a tutti". Renzi sottolinea che "non c'è un solo provvedimento in cui l'Italia ha chiesto deroghe, l'Italia non sta attaccando ma difendendo la Ue". In particolare, il rapporto con la Cancelliera Angela Merkel "è splendido". Ma non manca di mettere i puntini sulle 'i' sul rispetto delle regole comunitarie da parte del governo. "Chi non ha rispettato il 3% è la Germania nel 2005", ricorda Renzi.

IMMIGRAZIONE - Il premier affronta poi la questione immigrazione e ribatte alle critiche. "Si diceva che l'Italia è invasa e che la colpa è del governo. Ma nel 2015 ci sono meno sbarchi e meno immigrati dell'anno scorso", un "record storico - evidenzia - il più basso in assoluto di immigrazione in Italia", e "il problema ora è diventato europeo". Renzi torna quindi a chiedere una "politica di asilo europea".

LIBIA - In tema di politica estera, a proposito di un eventuale intervento in Libia, Renzi afferma: "Non si può dubitare del fatto che gli interventi unilaterali non hanno funzionato. In passato ci sono stati interventi che sono diventati multilaterali, ma erano partiti unilaterali. Oggi non se ne vede la necessità" e "l'intervento unilaterale sarebbe un clamoroso errore".

UNIONI CIVILI - Sollecitato in merito alla legge sulle unioni civili Renzi ammette: "Purtroppo non siamo riusciti a tenere la tabella di marcia che ci eravamo prefissati. Credo che questo sia un argomento che va depurato da temi politici. Anche nel Pd e in Fi vi sono molte divisioni, quindi è un tema divisivo, che comunque sia dobbiamo portare a casa entro 2016". E "io farò di tutto perché il confronto parlamentare sia più serio e franco possibile". Il premier assicura anche che il tema della stepchild adoption non sarà stralciato dal ddl.

PD E SONDAGGI - Riguardo ai sondaggi, "non sono un problema - dice il leader del Pd - Se dovessi fare una scommessa oggi sulle elezioni del 2018 direi che vinciamo al primo turno". Quanto alle amministrative, "a Milano le primarie si terranno il 7 febbraio. A Roma credo che siano il 6 marzo o in ogni caso diciamo a marzo, non vorrei fare una gaffe". E anche "a Napoli si faranno le primarie, credo il 6 marzo".

VOTO A ROMA - Con particolare riferimento alla capitale, Renzi si dice "convinto che il Pd alle elezioni di Roma se la giocherà nonostante il fatto che ci siano responsabilità in ciò che è accaduto e sono convinto che il prossimo sindaco farà meglio di quello che c'è stato prima". "A Roma - rimarca - si va a votare nel 2016. Si voterà intorno al 10 giugno".

"QUELLO DI PREMIER MIO ULTIMO RUOLO PUBBLICO" - Renzi parla anche del suo futuro. "Ho un profondo amore per l'Italia e sono a fare il presidente del Consiglio come mio ultimo ruolo pubblico - dice in conferenza stampa - Quando fai il presidente del Consiglio, dopo lasci e questo per me sarà l'ultimo incarico, l'ultimo servizio pubblico".

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