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Fisco: Confesercenti, servono modifiche su Pos, domani tavolo al Mise

21 luglio 2014 | 16.38
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La posizione dell'organizzazione di categoria.

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Nuovo round domani, alle 18, al ministero dello Sviluppo Economico, per il tavolo sul Pos. Sarà il secondo appuntamento sul tema della diffusione delle transazioni con carte di pagamento, dopo quello del 16 luglio scorso, in seguito all’entrata in vigore dal 1° luglio scorso dell'obbligo di accettazione per esercenti e professionisti dei pagamenti di importo superiore ai 30 euro effettuati con carte di debito.

All'appuntamento di domani prenderanno parte rappresentanti dei principali operatori del mercato dei pagamenti elettronici, con l’obiettivo di completare l’analisi dei costi e delle commissioni associate all’installazione, alla manutenzione e all’utilizzo dei Pos.

Nelle prossime settimane, il tavolo proseguirà i suoi lavori incontrando le organizzazioni di categoria dei commercianti, degli artigiani e dei professionisti, come spiega a Labitalia Mauro Bussoni, segretario generale della Confesercenti. "Abbiamo presentato diverse proposte dal punto di vista tecnico -sottolinea- al ministro competente. Attendiamo, quindi, la convocazione e aspettiamo che arrivi il prima possibile. La partita è già avviata e la soluzione non è certo semplice, ma se c'è la volontà di certo qualcosa si può fare".

Chiara la posizione di Confesercenti, come spiega Bussoni: "Noi abbiamo sempre detto -sottolinea- ben venga la moneta elettronica, ma il provvedimento del governo non va bene sotto diversi punti di vista. Innanzitutto, l'utilizzo della moneta elettronica andava incentivato sia dal punto di vista dei consumatori che delle imprese, senza provvedimenti coercitivi".

"Invece, il governo -continua- ha fatto un provvedimento che obbliga all'utilizzo del Pos, ma non prevede sanzioni, e che di certo non incentiva l'utilizzo di questo strumento. Anzi, si fanno ricadere solo gli oneri sulle imprese più piccole, e più deboli, che dovranno sostenere un costo non da poco per avere il Pos. E in più questi imprenditori vengono dipinti nell'immaginario dei consumatori come quelli che non vogliono operare nelle regole".

Per Confesercenti, "si doveva partire con l'obbligo del Pos per scaglioni, cominciando appunto con le imprese più grandi per arrivare infine a quelle più piccole". "Noi avevamo chiesto anche -conclude Bussoni- di elevare il limite a 50 euro, ma non ci hanno ascoltato".

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