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Confindustria, Boccia apre a confronto con sindacati: "Presto vertice"

26 maggio 2016 | 18.12
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Roma, 26 mag.(AdnKronos)

Di Alessandra Testorio

E' il più urgente tra i dossier sul tavolo del neo presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, che infatti non intende perdere tempo: non appena si saranno chiusi i rinnovi in corso, la riforma del contratto tornerà al centro del negoziato tra viale dell'Astronomia e i leader di Cgil Cisl e Uil. Nessuna data è stata fissata al momento, ma l'apertura di Confindustria al confronto delinea almeno un orizzonte temporale definito anche se il rinnovo del contratto dei metalmeccanici, il più ostico, il più difficile, è per ora congelato e nessuna ipotesi di accordo, anche remota, è alle viste.

Ma Boccia sembra avere le idee già chiare e dal palco dell'assise industriale presenta la bozza di quella che sarà la 'piattaforma' con cui viale dell'Astronomia siederà al tavolo della trattativa: prevede che sia la contrattazione aziendale ad erogare gli aumenti salariali e la contrattazione nazionale a fissare tutele generali per i lavoratori. "La nostra bussola sarà lo scambio salario/produttività, l'unica strada percorribile, da realizzare nella contrattazione aziendale. Gli aumenti salariali devono perciò rispondere ad aumenti di produttività mentre il contratto nazionale resta per definire le tutele fondamentali del lavoro e offrire una soluzione a chi non desidera affrontare il negoziato in azienda", dice giocando poi d'anticipo sulle critiche: "non vogliamo giocare al ribasso; vogliamo una produttività più alta per pagare salari più alti".

E in questo disegno anche il governo deve fare la sua parte, non con una legge sulla contrattazione, "perché le nuove regole sarebbe opportuno fossero scritte dalle parti sociali", ma piuttosto con "una politica di detassazione e decontribuzione strutturale senza tetti di salario e di premio", dice ancora Boccia. La produttività d'altra parte "è il vero nodo da sciogliere" se si vuole dare briglia libera alla ripresa economica, spiega Boccia. E' qui, infatti, "la causa della lenta crescita italiana", ripete ricordando numeri ormai noti: dal 2009 a oggi la produttività nell'intera economia è salita dell'1% in Italia, contro il 17% dei nostri maggiori partner europei mentre nel manifatturiero, settore di punta del sistema Italia, i distacchi sono ancora più grandi, +17% da noi, +33-34% in Germania e Spagna, +43% nel Regno Unito e +50% in Francia.

Ma il richiamo al salario di produttività, perfettamente in linea peraltro con la richiesta di Federmeccanica al tavolo del rinnovo del contratto dei metalmeccanici contro cui Fim Fiom e Uilm hanno appena dichiarato un pacchetto di scioperi da 12 ore entro il 10 giugno, non è piaciuto al leader Cgil, Susanna Camusso. "C'è una visione vecchia tra il salario e la produttività, che non misura la mancanza degli investimenti e il ritardo tecnologico delle imprese", commenta plaudendo invece al no ad interventi di legge del governo sulla contrattazione ribadita da Boccia.

Né è piaciuto alla Cgil il "rinvio" del 'vertice' fissato da Boccia al termine dei rinnovi contrattuali. "A malincuore abbiamo accettato la decisione dei sindacati di arrestare questo processo per dare precedenza ai rinnovi dei contratti collettivi nel quadro delle vecchie regole, lasciando così ai singoli settori il gravoso compito di provare a inserire elementi di innovazione. Adesso non si può interferire con i rinnovi aperti", aveva puntigliosamente sottolineato nel suo intervento il presidente di Confindustria. "C'è un rinvio ad affrontare il problema, non c'è ancora una data, dirci che ci vediamo presto non basta", replica ancora Camusso.

E' la Uil di Carmelo Barbagallo, invece, "ad accettare la sfida della produttività per intero", dice lasciando l'assise confindustriale. A tagliare i tempi ci penserà comunque il leader Cisl, Anna Maria Furlan che chiederà "già dalla prossima settimana" un incontro "per un rapporto serio su nuove relazioni perchè spero proprio che finalmente sia le parti sociali che quelle istituzionali mettano al centro il lavoro e la crescita e trovino capacità di sintesi per accordi importanti", dice con un occhio anche al cantiere sulle pensioni e l'occupazione aperto da poco con il governo.

Tornando ai metalmeccanici, la trattativa su cui sono puntati i fari non solo dei sindacati e delle imprese ma anche della politica stessa per il modello contrattuale tutto nuovo che Federmeccanica ha messo sul tavolo, arriva dal presidente degli industriali meccanici l'invito ai sindacati a "smussare gli angoli e a trovare soluzioni condivise".

"Confermiamo la nostra disponibilità. Il tavolo della trattativa resta aperto", dice all'indirizzo di Fim Fiom e Uilm il presidente Fabio Storchi. Ma la Uil insiste e rilancia le ragioni dello sciopero: "bene Boccia quando parla di produttività, no alla proposta di Federmeccanica che sul salario è sbagliata e inaccettabile".

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