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Confindustria, Boccia presidente: "Equidistanti da partiti, non da politica"

25 maggio 2016 | 19.56
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Una Confindustria "equidistante dai partiti ma non dalla politica", lontano da una logica "bi-partisan" rigorosamente invece "no partisan". E neppure consociativa e conflittuale e che "sappia dire no ai rapporti di scambio, sappia opporsi ai veti e rispetti le competenze e l'autonomia di tutte le parti in gioco" per essere "protagonisti senza protagonismi". E' questa la Confindustria che il neo presidente Vincenzo Boccia si appresta a consegnare al Paese nel corso del suo mandato da qui al 2020.

Ma è anche una Confindustria che resta divisa come dimostra il voto dell'assemblea che lo ha incoronato: 914 voti a favore su 1046 voti validi, pari all'87% di siì (Squinzi toccò il 94%) e 132 no ma su cui pesano quelle 305 schede bianche, presumibilmente di Assolombarda, e le 16 ritirate ma non consegnate. "Non abbiamo votato contro per avere una spiegazione costruttiva", spiegherà poi il leader di Assolombarda, Gianfelice Rocca.

Ma la situazione non scoraggia il neo presidente: "Apriamo questa grande stagione facendo diventare le critiche una opportunità trasformando la rabbia in passione per costruire una grande Confindustria perche' non abbiamo tempo da perdere", è l'invito che lancia dal palco dell'assemblea privata prima di lanciarsi in un affondo: "Nessuno può rivendicare il monopolio del cambiamento perché il cambiamento si realizza e non si dichiara; prima si fa poi si parla", dice. E proprio all'indirizzo di Rocca, senza però mai citarlo, dice: "Chi pensa di fare da solo, di avere l'unica patente del cambiamento, commette un errore, diventando il peggior nemico di se stesso, si isola e non contribuisce al cambiamento".

Di questa Confindustria, invece, rivendica con orgoglio, "c'è bisogno per affrontare le grandi sfide che ci attendono". I temi della sua presidenza comunque non si esauriscono qui. Ma sarà domani che Boccia scoprirà tutte le carte. Dal palco dell'assemblea pubblica, a cui parteciperà anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, infatti affronterà i dossier più caldi sul tavolo del dibattito politico: dalla riforma della contrattazione il cui accordo con Cgil Cisl e Uil è ancora in stand-by al difficile contratto dei metalmeccanici, categoria quella meccanica, di punta in casa confindustriale. Non solo. Anche la riforma costituzionale, il cantiere aperto dal governo sulle pensioni e il costo del lavoro, tanto per citare i capitoli piu' corposi della prossima politica di governo, saranno al centro delle su 'considerazioni finali'.

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