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Confindustria, due settimane per la corsa a due Vacchi-Boccia

17 marzo 2016 | 18.48
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Due settimane per decidere il prossimo presidente di Confindustria. Vincenzo Boccia e Alberto Vacchi , presentando i propri programmi, si sono 'sfidati' davanti alla platea dei 198 elettori del Consiglio generale dell'associazione degli industriali, parlando quasi un'ora a testa e proponendo la loro ricetta non soltanto per il futuro di Confindustria, ma per il ritorno alla competitività e alla produttività del sistema Italia, caduto sotto ai colpi non solo della crisi, ma anche di quelli di una politica industriale non rinnovata da decenni. L'appuntamento è ora per il 31 marzo, quando gli elettori designeranno il successore di Giorgio Squinzi.

Una competizione leale, quella tra i due candidati, iniziata questa mattina con un abbraccio all'ingresso del palazzo di viale dell'Astronomia, quando Boccia e Vacchi si sono incontrati quasi per caso, tra la moltitudine di industriali giunti per il consiglio. Una stima confermata dallo stesso Boccia, che all'uscita qualche ora dopo ha detto: "Il clima è ottimo. Quella con Vacchi è una bellissima sfida su posizioni anche diverse in alcuni punti, ma sostanzialmente identiche sulla questione valoriale e di identità di Confindustria".

A caratterizzare la corsa alla presidenza sono, appunto, le posizioni differenti tra i due candidati. Ma non su tutto: ad esempio, per Vacchi, il recupero della produttività in Italia passa attraverso l'innovazione dei contratti e sulle relazioni industriali. Una logica "che Confindustria sta cercando di portare avanti su due livelli, uno territoriale e uno più centrale". Ed è una questione fondamentale anche per Boccia, una strada per arrivare "a una grande stagione di recupero della produttività. Le relazioni industriali devono essere il grande fattore competitività per il Paese, con una grande piattaforma nell'interesse di tutti e non contro qualcuno". Per l'imprenditore salernitano, però, "bisogna recuperare l'anima politica della riforma Pesenti, che ci dice che rappresentare significa essere ponte tra gli interessi delle imprese e quelli del Paese".

Un'anima meno politica e più indirizzata verso sinergie e condivisioni tra le imprese è invece il futuro di Confindustria per Vacchi, che punta alla forza delle filiere orizzontali per tornare a competere: "L'Italia riesce così a rendere competitiva la manifattura e su questo dovrebbero essere concentrate le politiche del Paese, in modo molto forte". Un sistema che, "si basa essenzialmente sulla grandissima capacità che abbiamo di organizzare il modo di fare impresa", differente da quei Paesi "che hanno aziende più grandi e un sistema che le supporta".

I saggi chiariscono: mai diffuso dati - "I dati raccolti nel corso delle sette giornate di audizioni sono nell'esclusiva disponibilità della Commissione che non ha mai rilasciato, in proposito, alcuna informativa né ufficiale né ufficiosa". Lo precisano in una nota i tre saggi che compongono la commissione di designazione per la presidenza di Confindustria, Adolfo Guzzini, Giorgio Marsiaj e Luca Moschini, in riferimento "alle indiscrezioni apparse su diverse testate giornalistiche circa i numeri del consenso riportato dai due candidati Vincenzo Boccia e Alberto Vacchi". "La stessa varietà dei numeri riportati dai media - scrivono - dimostra che ogni comunicazione a riguardo non ha come fonte di origine la Commissione di designazione".

Applausi per il presidente uscente - Applausi e commozione dalla platea per l'intervento del presidente uscente Giorgio Squinzi nel tutto esaurito in Confindustria per la presentazione dei programmi.

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