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Confindustria, Boccia nuovo presidente: vince di misura su Vacchi

31 marzo 2016 | 11.45
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Vincenzo Boccia (Fotogramma) - FOTOGRAMMA

E' Vincenzo Boccia il nuovo presidente di Confindustria. A designarlo, dopo una campagna elettorale tesissima e al termine di un serrato testa a testa, il Consiglio generale di viale dell'Astronomia che passa così il testimone all'Assemblea dei soci che lo eleggerà ufficialmente il prossimo 25 maggio. Una vittoria di misura, sul filo di lana, con 9 voti di scarto sul bolognese Alberto Vacchi, 100 a 91 e una sola scheda bianca.

Viale dell'Astronomia appare così spaccata, la stessa divisione che quattro anni fa, con appena 6 voti di differenza, portò Giorgio Squinzi al timone dell'Associazione. Una diversità, questa, giocata soprattutto con lo sguardo rivolto in casa, tra continuità e discontinuità nella gestione di un'associazione che, tra alti e bassi, ha registrato negli anni anche punte di oltre 140 mila imprese iscritte. Ma la crisi non ancora sconfitta e la ripresina fragile che si sta profilando imporrebbero a Confindustria altri 'ritmi'.

Così è lo stesso Boccia, sceso in sala stampa per un breve saluto ma abbottonato come vuole la figura di un presidente ancora in pectore, a chiarire subito i termini della questione: "per noi non esistono eventi positivi o negativi ma solo condizioni da cui ripartire. E oggi la complessità che abbiamo di fronte non ci consente il lusso di litigare al nostro interno. Questa Confindustria deve riuscire invece a costruire un percorso di continuità e cambiamento, una stagione nuova di corresponsabilità e impegno", spiega riconoscendo "grande fair play" a Vacchi ma relegando a "elementi marginali" le discussioni sui voti, sul come e sul chi, per concentrarsi sulla necessità di "costruire e dimostrare come si fa sistema per dare un contributo di sviluppo al Paese", che sarà il suo obiettivo dei prossimi mesi.

Una sconfitta accettata da Vacchi "serenamente, com'è normale", dice lui stesso senza nascondere la divisione in corso ma invitando a superarla. "Io avevo un certo tipo di programma che aveva un certo tipo di profilo: poi gli associati hanno fatto una scelta che non necessariamente è la più negativa, anzi, mi auguro che sia il più possibile calzante per il bene di Confindustria. Ma è la testimonianza che Confindustria ha due posizioni differenti. Quello che non deve accadere, adesso, è una spaccatura reale della associazione. Bisogna fare di tutto per evitarla", spiega ancora.

Nessun rammarico neppure per la sconfitta di un'incollatura: "considerando che c'erano 5 persone che non erano presenti per missioni già calendarizzate forse lo scarto si sarebbe potuto ridurre a 2-3 punti... gli associati comunque hanno deciso di privilegiare un candidato piuttosto che un altro, fa parte del gioco elettorale", conclude Vacchi. Irritato invece il suo grande sponsor, il presidente di Alitalia, Luca Cordero di Montezemolo, ex presidente di viale dell'Astronomia: "spiace vedere una Confindustria così spaccata e credo che questo debba essere, per il presidente uscente, un'occasione di grande rammarico. Si è persa un'occasione unica di vero cambiamento'', dice secco, lasciando viale dell'Astronomia.

Una 'ricostruzione' smentita invece da un altro past president che nella corsa elettorale ha appoggiato Boccia. "Non c'è alcuna spaccatura in Confindustria, che ha designato al suo vertice una persona di valore e io sono molto soddisfatto", spiega Luigi Abete per il quale l'interpretazione di Montezemolo "è, questa volta, molto soggettiva". Ma anche il commento di Aurelio Regina, candidato alla presidenza poi ritiratosi e fautore della nomina di Vacchi, appare secco: "fino ad oggi solo slogan, ora vedremo i fatti che dovranno consentire a Confindustria di rispondere alle sfide del mondo industriale'', dice l'ad di Sigaro Toscano

Di tutt'altro tono il commento di un altro ex presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, ora presidente Eni e grande sostenitrice di Boccia: "sono molto felice, è un segnale di giusta discontinuità: ci sono state delle divisioni ma alla fine Confindustria, come sempre ha fatto, ritroverà la sua unità''.

L'unità d'altra parte, "è la regola della casa", ironizza il presidente di Federmeccanica, Fabio Storchi, che sintetizza: "viva Boccia che sarà il presidente di tutti". Ma è il leader ancora in carica, Giorgio Squinzi, a chiudere per tutti il cerchio di questa giornata: "mi auguro che da questa apparente spaccatura sia possibile ritornare all'unità, la sola che ci possa dare autorevolezza e che ci fa contare di più''.

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