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Pa: Confsal-Unsa, governo pensa a poltrone ma lavoratori in difficoltà

16 settembre 2014 | 14.06
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Battaglia: "Inaccettabile decisione di continuare a bloccare stipendio dipendenti pubblici".

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"I tentativi di spartizione dei posti alla Corte Costituzionale e al Csm sono l’emblema che nulla sta cambiando nei modi di far politica rispetto alla Prima Repubblica. Anche questo governo è più interessato ad occupare poltrone importanti piuttosto che affrontare il dramma del mondo del lavoro, dramma che coinvolge tutti, perché chi un lavoro ce l’ha è sempre più in difficoltà e chi invece lo cerca è costretto ad emigrare". Lo dichiara Massimo Battaglia, segretario generale della Federazione Confsal-Unsa.

"La decisione di continuare a bloccare lo stipendio dei dipendenti pubblici anche per il 2015 è semplicemente inaccettabile, dopo tutti questi anni di sofferenza e impoverimento", afferma Battaglia, che avverte: "Se il governo pensa che subiremo senza alzare la testa si sbaglia di grosso. La gente è stanca ed esasperata. I lavoratori pubblici ora alzeranno la voce contro chi continua ad umiliarli economicamente e professionalmente, contro un datore di lavoro che si dimostra il peggiore del mondo".

"La Federazione Confsal-Unsa riunirà domani i propri organi statutari e verranno prese decisioni per tornare in piazza e far sentire la rabbia dei lavoratori pubblici al presidente del Consiglio Renzi e al ministro per la Pubblica Amministrazione Madia a cui chiediamo un immediato cambio di passo e di inserire nella legge di stabilità le risorse per il rinnovo immediato dei contratti pubblici".

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