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Vigili fuoco: Confsal Vvf, decreto riconosce specificità categoria

25 maggio 2017 | 18.31
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"L'approvazione del decreto in tema di riordino delle carriere, varato definitivamente dal Consiglio dei ministri, è il segnale inequivocabile di attenzione da parte del governo e rappresenta, a nostro avviso, un passo importante nel riconoscimento della specificità del servizio reso dai Vigili del Fuoco". E' quanto afferma Franco Giancarlo, segretario generale della Confsal Vigili, sottolineando che "il decreto migliora l’efficacia e l’efficienza del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, anche alla luce delle competenze, trasferite dal Corpo forestale, in materia di lotta attiva contro gli incendi boschivi e di spegnimento con mezzi aerei degli stessi".

"A tal fine, il testo procede alla revisione e al riassetto delle strutture organizzative del Corpo, ne disciplina le funzioni e i compiti in materia di soccorso pubblico, prevenzione incendi, difesa civile e incendi boschivi - spiega - e modifica l’ordinamento del personale per gli aspetti non demandati alla contrattazione collettiva nazionale, in modo da assicurarne l’unitaria coerenza giuridica e nell’ottica di una valorizzazione delle qualità professionali del relativo personale. Nell’ambito del rafforzamento del sistema del soccorso pubblico è valorizzata altresì l’attività di formazione anche allo scopo di migliorare i servizi resi alla cittadinanza".

"Tale approvazione consentirà entro 90 giorni, attraverso la bollinatura del previsto dpcm, la distribuzione delle risorse pari a 103 milioni di euro, mentre decorrerà 1 anno di tempo per le modifiche e i correttivi ordinamentali", precisa.

"In ragione di ciò - prosegue il segretario generale della Confsal Vigili del fuoco - confermiamo la nostra proposta di distribuzione delle risorse in favore del personale, così ripartite: destinare 960 euro lordi annui per tutto il personale del Corpo, escluso i dirigenti, per un totale di 33 milioni di euro, a fronte dell’ex bonus di 80 euro; destinare, quindi, 52 milioni di euro per l’assegno di specificità attraverso l’individuazione di una 'scalettatura' di anni (15-22-28)".

"Le due operazioni - aggiunge - comporteranno una spesa complessiva pari a 85 milioni di euro, condizione che consentirà di utilizzare i 18 milioni rimanenti per le modifiche ordinamentali, presupposto che garantirà al personale ulteriori risorse aggiuntive".

"Tale rimodulazione di risorse garantirebbe una misura più ampia rispetto alla previsione di equiparazione con gli altri Corpi dello Stato (85 milioni di euro) non trascurando che la nostra parametrazione rispetto all’assegno di funzione previsto per la Polizia di Stato, anziché 17, 27 e 32 anni, per noi sarebbe 15, 22 e 28 anni proprio per venire incontro alle reali aspettative del personale", conclude.

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