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Congo, chi c'è dietro l'attacco all'ambasciatore italiano

22 febbraio 2021 | 15.45
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I responsabili sarebbero i ribelli hutu delle Forze democratiche per la liberazione del Ruanda, a quanto apprende l'Adnkronos da fonti informate

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(Afp)

Sarebbero i ribelli hutu delle Forze democratiche per la liberazione del Ruanda, a quanto apprende l'Adnkronos da fonti informate, i responsabili dell'attacco nella Repubblica democratica del Congo nel quale sono stati uccisi l'ambasciatore italiano a Kinshasa, Luca Attanasio, il carabiniere di scorta Vittorio Iacovacci ed il loro autista. L'Fdlr - responsabile di violenze e rapimenti a scopo di lucro - è il principale gruppo residuo di ribelli ruandesi aderenti alla dottrina dell''Hutu Power', operante nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo. Formato quasi interamente da Hutu, che si oppongono ai Tutsi per il dominio sulla zona, hanno come comandante in capo Paul Rwarakabije.

Secondo quanto riferisce il sito locale '7sur7', si è trattato di un tentativo di rapimento del diplomatico.

Le Forze democratiche per la liberazione del Ruanda (Fdlr) sono un gruppo armato formato nella Repubblica democratica del Congo nel 2000. Difende gli interessi degli hutu ruandesi che si sono rifugiati nella Rdc ed è contrario alla presidenza di Paul Kagame. Sarebbe il successore dell'Esercito di liberazione del Ruanda e conterebbe tra le sue fila dei responsabili del genocidio dei tutsi, accusa negata dal gruppo. L'obiettivo finale della formazione è tornare in Ruanda, rovesciare il regime di Paul Kagamé e instaurare un nuovo regime politico.

Secondo Amnesty International e le reti di informazione regionali integrate, le Fdlr sarebbero responsabili di saccheggi, stupri, omicidi, rapimenti e uso di bambini soldato e sarebbero i "principali responsabili dell'insicurezza e dell'instabilità" nell'est della Repubblica democratica del Congo secondo l'Onu. L'ideologia di riferimento del gruppo, 'Hutu power', deriva dal movimento ideologico degli estremisti hutu fondato nel febbraio 1993, sostenitore in Ruanda del nazionalismo etnico. Il nome deriva dalla parola d'ordine usata dai suoi sostenitori per esprimere in inglese il potere esclusivo degli Hutu in un Ruanda 'purificato' dalla presenza dei tutsi. Ha contribuito al genocidio dei tutsi in Ruanda e al massacro degli Hutu moderati nel 1994.

"Riferirò il prima possibile in Parlamento per fare chiarezza su quanto accaduto" ha detto in un post su Facebook il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, parlando di "una giornata buia e molto triste per il nostro Paese". "Abbiamo appreso con grande sgomento e immenso dolore della morte del nostro Ambasciatore nella Repubblica Democratica del Congo, Luca Attanasio, e di un militare dell’Arma dei Carabinieri, Vittorio Iacovacci - ha scritto Di Maio - Due servitori dello Stato che ci sono stati strappati con violenza nell’adempimento del loro dovere. Non sono ancora note le circostanze di questo brutale attacco e nessuno sforzo verrà risparmiato per fare luce su quanto accaduto. Oggi lo Stato piange la perdita di due suoi figli esemplari e si stringe attorno alle loro famiglie e ai loro amici e colleghi alla Farnesina e nell’Arma dei Carabinieri".

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