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Consiglio nazionale bioetica contro utero in affitto: "Lesivo della dignità della donna e del bimbo"

21 marzo 2016 | 18.23
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Cnb boccia maternità surrogata, figlio come oggetto sottoposto a un atto di cessione (Fotogramma)

"La maternità surrogata è un contratto lesivo della dignità della donna e del figlio sottoposto come un oggetto a un atto di cessione" e il Consiglio nazionale di bioetica (Cnb) "ritiene che tale ipotesi di commercializzazione e di sfruttamento del corpo della donna nelle sue capacità riproduttive, sotto qualsiasi forma di pagamento, esplicita o surrettizia, sia in netto contrasto con i principi bioetici fondamentali". E' questa in sintesi la posizione espressa dal massimo organo italiano sul fronte della bioetica in una Mozione sulla maternità surrogata a titolo oneroso. Un documento che precede uno "specifico parere più ampio e articolato", nel quale "il Comitato si riserva di trattare l'argomento della surrogazione di maternità anche senza corrispettivo economico".

Gli esperti del Cnb bocciano la pratica dell'utero in affitto e nel testo della mozione ricordano che il Comitato si è espresso "più volte contro la mercificazione del corpo umano", nella Mozione sulla compravendita di organi a fini di trapianto datata 18 giugno 2004, nella Mozione sulla compravendita di ovociti del 13 luglio 2007, nel Parere sul traffico illegale di organi umani tra viventi del 23 maggio 2013. "In questi documenti - si legge nella mozione sull'utero in affitto - il Cnb ha ricordato e fatto proprio il disposto dell'articolo 21 della Convenzione di Oviedo sui diritti umani e la biomedicina (1997): 'Il corpo umano e le sue parti non debbono essere, in quanto tali, fonte di profitto'". Disposto che, sottolinea il Cnb, "ribadito dall'articolo 3 della Carta europea dei diritti fondamentali (2000), costituisce uno dei principi etici dell'Unione europea".

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