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Consiglio supremo di Difesa: "Da Isis rischi rilevanti per Italia e Europa"

15 ottobre 2014 | 17.13
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Nel comunicato al termine della riunione al Quirinale si sottolinea la necessità che il nostro Paese, "insieme a Nazioni Unite e Unione Europea consideri con estrema attenzione gli eventi in corso ed eserciti ogni possibile sforzo per prevenire, in particolare, l'ulteriore destabilizzazione della Libia". Conference call Renzi-leader Usa e Ue: punto su Ebola e Is. Il premier il 17 presiederà l'incontro tra Putin e Poroshenko. Damasco contro Ankara: "No a zona cuscinetto, proteggeremo la nostra sovranità"

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Il Consiglio supremo di Difesa (foto Quirinale)

"La pressione militare dell'Isis in Siria e in Iraq implica rischi rilevanti per l'Europa e per l'Italia". E' quanto si legge nella nota diffusa al termine della riunione del Consiglio supremo di Difesa, che si è tenuto al Quirinale sotto la presidenza di Giorgio Napolitano.

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Crisi Ucraina, allarme terrorismo jihadista, Libro bianco della Difesa e riorganizzazione delle Forze Armate, i temi principali affrontati nel corso della riunione. "Il quadro della situazione internazionale - è scritto nel comunicato finale - mostra tensioni e instabilità crescenti. In Ucraina il conflitto appare tendenzialmente frenato dagli sforzi politici e diplomatici in atto che vedono il costante impegno del nostro Paese. E' indispensabile dare continuità e sbocchi risolutivi a questi sforzi. La pressione militare dell'ISIS in Siria e in Iraq implica rischi rilevanti per l'Europa e per l'Italia, anche per la forza attrattiva che il movimento sembra poter esercitare su altre formazioni jihadiste e dell'estremismo islamico in aree non contigue ai territori controllati".

"È quindi necessario che l'Italia, insieme a Nazioni Unite e Unione Europea, consideri con estrema attenzione gli eventi in corso ed eserciti ogni possibile sforzo per prevenire, in particolare, l'ulteriore destabilizzazione della Libia. La minaccia costituita dai cosiddetti foreign fighters rende evidente l'esigenza di uno sforzo integrato e senza soluzione di continuità, sia sul fronte informativo sia su quello esecutivo, da parte dei dispositivi di sicurezza esterna e interna nazionali e internazionali".

"La situazione in atto - prosegue il comunicato del Csd - dimostra l'urgenza e l'importanza, pur nei limiti della ridotta disponibilità di risorse, di una rapida trasformazione delle nostre Forze Armate e dell'organizzazione europea della sicurezza. Se le prime dovranno essere rese più pronte ed efficaci rispetto ai compiti da assolvere nelle aree di prioritario interesse per il nostro Paese, il solo sforzo nazionale non potrà essere sufficiente a garantire l'Italia, come ciascuno degli altri Paesi europei, dalle minacce e dai rischi che si prospettano già nel breve termine".

"Il Libro Bianco darà quindi indicazioni circa la strategia di integrazione politico-militare che il Governo intende realizzare in ambito UE e NATO. Pur se il contributo italiano agli obiettivi della sicurezza nazionale e comune non potrà che essere limitato in termini di uomini e mezzi, il nostro Paese dovrà essere in grado di fornire, nei consessi internazionali, un apporto qualificante e incisivo sul piano delle iniziative di prevenzione e di risoluzione delle crisi".

"A questo fine, il Consiglio auspica un rilancio delle istituzioni della global governance che operano in questo settore, a partire dalla Common Security and Defence Policy (CSDP). Il nuovo Alto Rappresentante potrà certamente sostenere le iniziative italiane e imprimere adeguato impulso alla rivitalizzazione del fondamentale settore della sicurezza".

Sul tavolo anche il caso Marò. Il Consiglio supremo di Difesa, si legge nel comunicato, "ha ribadito la necessità di continuare a perseguire una rapida soluzione della vicenda dei nostri fanti di marina".

Conference call Renzi-leader Usa e Ue: punto su Ebola e Is - Nel pomeriggio il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha partecipato a una videoconferenza con il presidente americano Barack Obama, la cancelliera tedesca Angela Merkel, il presidente francese Francois Hollande e il premier britannico David Cameron, si apprende da fonti di palazzo Chigi. Al centro della conversazione, gli sforzi internazionali contro l'epidemia da virus Ebola, la lotta contro Isis/Isil, un punto sulla situazione in Libia e la crisi russo-ucraina.

Da fonti di palazzo Chigi si apprende anche che venerdì 17 ottobre alle 8 presso la prefettura di Milano il premier Renzi, nella sua qualità di presidente di turno dell'Unione europea, presiederà l'incontro tra il presidente russo Vladimir Putin e il presidente ucraino Petro Poroshenko, alla presenza della Merkel, di Hollande e di Cameron. All'incontro parteciperanno anche il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, il presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, e il ministro degli Esteri italiano, Federica Mogherini.

Secondo l'Eliseo, alla conference call i leader di Italia, Francia, Germania, Gran Bretagna e Stati Uniti hanno concordato che l'incontro "deve essere l'occasione di nuovi progressi in vista di una soluzione politica della crisi". Obama, Renzi, Merkel, Cameron e Hollande, prosegue la nota dell'Eliseo, "hanno sottolineato l'importanza di un'attuazione piena ed effettiva del protocollo di Minsk del 5 settembre scorso, in particolare la garanzia di un cessate il fuoco completo, il ritiro delle armi, il controllo della frontiera russo-ucraina da parte dell'Osce e la continuazione della liberazione degli ostaggi". Infine, hanno auspicato "il rilancio del dialogo nazionale e la continuazione della decentralizzazione".

Quanto alla Siria, i leader "hanno espresso la loro volontà comune di rafforzare il sostegno internazionale all'opposizione siriana moderata" si legge nella nota dell'Eliseo. Durante la conference call "è stata confermata la determinazione a combattere contro lo Stato islamico nel quadro della coalizione internazionale creata a questo scopo". Riguardo all'Iraq, i leader dei cinque Paesi "hanno confermato il loro impegno a sostenere le forze in prima linea contro l'Is e hanno auspicato che il dialogo avviato tra i partiti iracheni continui e permetta al governo di unità nazionale di agire in modo efficace".

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