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Lavoro: Consulenti, audizione su servizi mercato

09 settembre 2014 | 15.59
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Nell'ambito dell'indagine conoscitiva sulla gestione dei servizi per il mercato del lavoro e sul ruolo degli operatori pubblici e privati (vai al documento).

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"Il corretto funzionamento del mercato del lavoro ed il ruolo richiesto ai servizi per il lavoro costituiscono al tempo stesso aspetti determinanti per creare occupazione ed alcune delle principali difficoltà e carenze del sistema italiano". E' con questa premessa che i rappresentanti del Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro sono intervenuti oggi, all'audizione promossa dalla commissione Lavoro della Camera dei deputati, nell'ambito dell'indagine conoscitiva sulla gestione dei servizi per il mercato del lavoro e sul ruolo degli operatori pubblici e privati.

I consulenti del lavoro, che rappresentano quotidianamente oltre 1 milione di aziende e oltre 7 milioni di rapporti di lavoro (il 70% del complessivo), hanno sottolineato come "all’enfasi del dibattito sulle regole del lavoro non si è affiancata in questi anni una adeguata attenzione al tema degli strumenti per promuovere l’occupabilità delle persone disoccupate e per favorire l’incontro tra domanda ed offerta di lavoro".

"E’ evidente che non sono i servizi -è stato precisato- che creano direttamente occupazione, ma è altrettanto evidente che senza un sistema efficace di servizi di orientamento, preselezione e di interventi di promozione delle politiche attive, degli incentivi e della consulenza sul lavoro presso le imprese, il mercato del lavoro poggia su basi fragili e non si sostiene una corretta promozione delle risorse umane".

Nel documento depositato in audizione, il Consiglio nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro ha fatto precise proposte di riforma del mercato del lavoro, tra cui: definizione a livello costituzionale della responsabilità statale nella garanzia del diritto per ogni disoccupato ad accedere ad un sistema di servizi per il lavoro; previsione chiara dell’obbligo per i titolari di trattamenti di disoccupazione di qualsiasi natura di partecipare ad interventi di attivazione al lavoro.

E ancora, costruzione di un sistema misto di welfare per la transizione e la mobilità professionale; potenziamento dei servizi pubblici su standard di prestazioni; presenza su tutto il territorio nazionale di un sistema di osservatori permanenti del mercato del lavoro, che vincolino l’offerta formativa finanziata dal sistema pubblico agli esiti della valutazione dei fabbisogni reali delle imprese.

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