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Fisco: consulenti lavoro, analisi su cambio gestione Durc

17 giugno 2014 | 15.14
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Opportuno che invio Pec fosse fatto contemporaneamente a azienda e consulente.

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La commissione consiliare del Consiglio nazionale dell’ordine dei consulenti del lavoro, si legge su ‘Italia Oggi’ ha risposto a una serie di quesiti aventi ad oggetto le attuali problematiche esistenti in materia di Durc interno. Sul recente cambio di gestione del Durc (Documento unico di regolarità contributiva) interno operato dall’ Inps, i consulenti ricordano che “Istituto ha preferito gli intermediari, inviando alle aziende solo in mancanza della Pec del consulente. Sarebbe opportuno, in considerazione delle gravi conseguenze che stanno dietro a queste scelte, che l’invio della Pec fosse fatto contemporaneamente a azienda e consulente”.

“Il già poco tempo messo a disposizione -sostengono i consulenti del lavoro- spesso è stato vanificato, in quanto molte sedi Inps non hanno accolto l’invito della sede centrale di sistemare prima le anomalie delle aziende destinatarie dei preavvisi. Spesso si ribadisce, tramite la procedura Durc interno, cose già comunicate tramite cassetto da alcuni mesi. Inoltre, non sono stati abbinati, nei casi di richieste di insoluti, neanche i versamenti pur tardivi ma presenti nei loro archivi. È pur vero che le stesse sedi spesso lamentano difficoltà nell’ utilizzo delle procedure messe loro a disposizione, con evidente palleggio di responsabilità tra centro e periferia”.

“Come temevamo, in un sistema di archivi non trasparenti e con la complessità dei vari rapporti da gestire con l’ Inps -sottolineano i consulenti- è quasi impossibile rispettare termini così stretti. Affidare il rispetto della legge demandando tutto all’informatica, è processo difficile da attuare. Non dimentichiamo che il Durc interno scatta in presenza di agevolazioni contributive, quindi ogni mese. Allora deve cambiare il rapporto con l’utenza. L’ istituto ha la lista delle aziende associate ai consulenti. Devono essere lavorate prima dalle sedi, dopodiché quelle che non riescono a risolvere si canalizzano in appuntamenti personalizzati fisici, nei quali il collega sarà avvisato della documentazione occorrente. Solo dopo questi passaggi potranno partire le Pec con i termini perentori. Si deve spezzare questo circolo vizioso che vede l’invio di avvisi che non dovrebbero proprio partire e che costringe a un via vai di carte di cui nessuno ha contezza dove finiscano”.

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