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Consulta, Cartabia eletta presidente

11 dicembre 2019 | 11.26
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E' stata votata all’unanimità dai giudici. Chi è la prima donna presidente della Corte Costituzionale: "Si è rotto un 'vetro di cristallo', spero di fare da apripista"

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(Fotogramma)

di Enzo Bonaiuto

Marta Cartabia è stata eletta all'unanimità presidente della Corte Costituzionale dai giudici riuniti al palazzo della Consulta, con 14 voti a favore e la sua scheda bianca.

Cartabia, milanese di San Giorgio su Legnano, 56 anni, prima donna a salire sullo scranno più alto a palazzo della Consulta, era stata nominata giudice della Corte Costituzionale dal Quirinale e aveva giurato davanti al Presidente della Repubblica a settembre del 2011: il suo mandato da presidente della Consulta - di cui dal novembre 2014 era vicepresidente - scadrà dunque a settembre del prossimo anno, essendo di nove anni la durata della carica di giudice costituzionale.

Chi è la prima donna presidente della Corte Costituzionale

"Si è rotto un ‘vetro di cristallo’ - afferma senza remore Cartabia - E’ un passo significativo per la storia delle nostre istituzioni. Le donne in magistratura sono in maggioranza, rappresentano il 53% ma non ai vertici, nelle alte cariche. La mia elezione è un po’ l’elezione di tutte loro... In tal senso - aggiunge - sento tutta la responsabilità di questa carica e l’onore di essere qui, sperando di fare da ‘apripista’. Come ha dichiarato la neopremier finlandese Sanna Marin, spero che anche in Italia si possa arrivare a dire che età e sesso non contano, anche se nel nostro Paese un po’ contano ancora". Cartabia tiene a ricordare che per lei "sono state decisive alcune figure femminili, a partire da mia madre, e alcuni modelli formativi, soprattutto maschili, che mi hanno incoraggiata e sostenuta. Sono stati tutti decisivi perché accadesse quello che oggi è accaduto: ma se me lo avessero predetto dieci anni fa, avrei risposto con una risata!".

"La decisione compatta della Corte Costituzionale mi conforta e mi sostiene moltissimo - sottolinea nelle sue prime dichiarazioni da presidente - Se ho avuto il sostegno di tutti i miei colleghi, è stato anzitutto per il sostegno esplicito ottenuto degli altri due vicepresidenti Aldo Carosi e Mario Rosario Morelli, che hanno deciso di fare un passo indietro per permettere di fare uno storico passo avanti alla nostra istituzione". Cartabia ringrazia anche il suo predecessore Giorgio Lattanzi: "Ci ha regalato due anni di lavoro alla Consulta dinamici, attivi, davvero belli, direi gustosissimi. La sua capacità di unire è stata un fattore decisivo, grazie anche alla sua personalità e al suo atteggiamento sempre sorridente. E‘ davvero essenziale mantenere anche nelle decisioni più difficili l’armonia della Corte".

La nuova presidente della Corte Costituzionale non nasconde la sua formazione cattolica e al tempo stesso spiega che "la laicità positiva che esprime la Consulta non è indifferenza alla religione, ma semmai tutela di tutte le fedi, poste sullo stesso piano". Osserva Cartabia: "Tutti noi arriviamo qui con una personale formazione, sia essa cattolica o atea, politicamente di destra o di sinistra: la Corte Costituzionale, da questo punto di vista, è davvero ricca, come è diversa la personalità di ciascuno di noi, come uomo o come donna, come più giovane o più anziano di età. Ciascuno entra in camera di consiglio con tutte le sue posizioni e i suoi desideri ma anche e soprattutto con la sua professionalità, che tutti ci accomuna". Allora, "la neutralità, in un tale variegato consesso con diversi punti di vista, è assolutamente garantita: ciascuno entra con il suo bagaglio, la cui prima virtù è la prudenza, che non a caso è compresa nella parola ‘giurisprudenza’. La formazione di ciascuno di noi è una ricchezza e non un problema - tiene a sottolineare Cartabia - a condizione che si sia in una posizione di ascolto e con un atteggiamento di laicità positiva, che tutti siamo chiamati a difendere".

Poi, in merito ad alcune posizioni emerse nel dibattito politico e giornalistico, a commento di sentenze della Consulta, Cartabia dice "sì alle critiche nei confronti dell’operato della Consulta, politiche e mediatiche, ma quando queste si basano su elementi non veri, lanciando allarmi del tutto ingiustificati, allora è giusto provare un atteggiamento di insofferenza, perché in tal modo si veicolano menzogne, anziché aiutare a capire".

La nuova presidente tiene inoltre a sottolineare che "il lavoro della Consulta è un lavoro di rammendo, non di cucitura di un nuovo abito". "Mentre l’agenda politica è nelle mani dei politici - osserva - noi siamo una istituzione che può soltanto rispondere, che non agisce autonomamente". Ne discende che "serve cooperazione fra poteri, cooperazione della Consulta con il potere giudiziario come con quello legislativo".

LEGGE DI BILANCIO - La nuova presidente della Corte Costituzionale ribadisce che "la legge di bilancio è una legge chiave per il funzionamento dello Stato e occorre assicurare tempi adeguati al Parlamento per il suo esame", ricordando gli interventi assunti in precedenza con sentenze dai giudici della Consulta. "E’ impossibile che una democrazia non presupponga tempi di dibattito adeguati sulla legge di bilancio - afferma Cartabia - In passato, non ci siamo limitati a scrivere un monito al Parlamento, come talora facciamo, ma chiesto che fossero rispettate le procedure della democrazia rappresentativa, tanto più sul bilancio che è una legge architrave. Non è possibile che i parlamentari non abbiano tempi per riflettere e presentare emendamenti".

Cartabia ricorda anche che "ogni singolo parlamentare può ricorrere, ma solo di fronte a evidenti e gravi abusi che si traducano in un sostanziale svuotamento del suo ruolo parlamentare". La Corte ha aperto al ricorso del singolo parlamentare, "ma con un requisito oggettivo di conflitto, richiedendo uno standard molto alto per l’autonomia del Parlamento, in modo che la Consulta resti comunque sul limite della soglia, senza entrare dentro le Camere: deve essere manifesto lo svuotamento della funzione parlamentare, questo è il binario tracciato dalla Corte", avverte Cartabia.

VIOLENZA SULLE DONNE - "Un Paese in cui calano gli omicidi ma non i femminicidi dimostra che ha un problema anzitutto di civiltà" sottolinea Cartabia, che esorta a "spostare il mondo non dalla parte delle donne, ma dalla parte di tutti. Siamo fieri del cammino fatto finora in Italia, ma è ancora un cammino incompiuto".

CARCERI- "Il sovraffollamento nelle carceri rasenta un trattamento contrario al senso di umanità; trattamento che la nostra Costituzione esclude categoricamente" dice la nuova presidente della Corte Costituzionale. "La Consulta non ha la bacchetta magica - aggiunge - servono risorse, modifiche legislative e l'uso di strumenti quali misure alternative".

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto nel pomeriggio al Quirinale la professoressa Cartabia, si legge in una nota, e le ha espresso gli auguri più grandi per l'espletamento del suo mandato.

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