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Commercio: Istat, a settembre vendite dettaglio -0,1 su mese, -0,5% su anno

25 novembre 2014 | 10.37
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In calo dello 0,1% a settembre rispetto ad agosto, nei primi nove mesi del 2014 l’indice dell'Istat grezzo diminuisce dell’1,3%

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Calano, a settembre, le vendite al dettaglio sia rispetto ad agosto che allo stesso mese del 2013. Nello scorso settembre, infatti, l’indice destagionalizzato delle vendite al dettaglio (valore corrente che incorpora la dinamica sia delle quantità sia dei prezzi) segna una lieve diminuzione (-0,1%) rispetto al mese precedente. Nella media del trimestre luglio-settembre 2014, l’indice mostra una flessione dello 0,6% rispetto ai tre mesi precedenti. E' quanto emerge dalla rilevazioni diffuse dall'Istat sul commercio al dettaglio.

Nel confronto con agosto 2014, le vendite segnano un aumento per i prodotti alimentari (+0,3%) e una diminuzione per quelli non alimentari (-0,3%). Rispetto a settembre 2013, l’indice grezzo del valore totale delle vendite registra una diminuzione dello 0,5%. L’indice del valore delle vendite di prodotti alimentari resta invariato, mentre quello dei prodotti non alimentari diminuisce dello 0,9%. Con riferimento alla forma distributiva, nel confronto con il mese di settembre 2013, le vendite diminuiscono sia per le imprese della grande distribuzione (-0,3%) sia per quelle operanti su piccole superfici (-0,8%).

Nel primi nove mesi del 2014, l’indice grezzo diminuisce dell’1,3% rispetto allo stesso periodo del 2013. Le vendite di prodotti alimentari segnano una flessione dell’1,3% e quelle di prodotti non alimentari dell’1,2%.

Il calo dei consumi si associa a scelte diverse in termini qualitativi: aumentano le vendite nei discount, diminuiscono quelle nei supermercati e ipermercati. In particolare, per quanto riguarda gli esercizi non specializzati a prevalenza alimentare, le vendite dei discount aumentano del 3,4%, mentre diminuiscono sia quelle dei supermercati sia quelle degli ipermercati, rispettivamente -0,6% e -2,5%.

La flessione delle vendite al dettaglio "rappresenta il colpo di grazia definitivo per il bonus da 80 euro in busta paga, introdotto dal Governo Renzi per risollevare i consumi e le sorti del commercio, ma che non ha prodotto il minimo effetto sull’economia del Paese", sottolinea il Codacons.

“La riduzione delle vendite dello 0,5% registrato dall’Istat è ancor più allarmante se si considera che già nel 2013 le vendite avevano segnato una diminuzione del 2,1% rispetto all'anno precedente", spiega il presidente Carlo Rienzi. "I cali, dunque, si aggiungono ad altri cali, uccidendo il settore del commercio, portando i negozi al fallimento e alimentando la disoccupazione".

"I commercianti - prosegue Rienzi - non potranno nemmeno fare affidamento sulle spese di Natale, per le quali le famiglie italiane prevedono una contrazione media dei consumi del -5%. Servono misure ad hoc per far riprendere le vendite e creare occasioni di acquisto, importando in Italia le iniziative in favore del commercio attuate negli Stati Uniti, a Parigi o a Londra”.

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