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Consumi: Coldiretti, nel 2013 crolla pesce in tavola, -20%

06 febbraio 2014 | 14.04
LETTURA: 2 minuti

Nel 2013 crollano i consumi di pesce fresco che fanno segnare un calo del 20% in valore, con riduzioni a due cifre per alici (20%), spigole (-19%), calamari (-17%), cozze (-15%) e naselli (-12%). E' quanto emerge da una analisi di Coldiretti Impresa-Pesca sugli effetti della crisi sui consumi di pesce degli italiani sulla base dei dati Ismea relativi al periodo gennaio-novembre.

Un trend che, oltre al pesce fresco, coinvolge anche quello surgelato, con una diminuzione in valore dell'8%, mentre gli unici dati positivi vengono da due prodotti singoli: la trota e il baccalà, entrambi in aumento del 16%. La crisi, aggiunge la Coldiretti Impresa-Pesca, fa scendere i consumi di pesce degli italiani al di sotto dei limiti di guardia su valori stimati sotto i 20 chili a testa all'anno, nettamente inferiori a quelli degli altri partner comunitari con sbocchi sul mare come il Portogallo (oltre 60 chili di consumo pro capite annuo), la Spagna (49 chili a persona all'anno ) e la Francia (oltre 33 chili a persona all'anno).

Un crollo che ha messo a dura prova la flotta di pescherecci italiana che negli ultimi 30 anni ha già perso il 35% delle imbarcazioni e 18.000 posti di lavoro. Per valorizzare il pesce pescato e allevato nel nostro Paese mediante la creazione di una filiera ittica tutta italiana che tuteli la qualità e l'identità nazionale del prodotto Coldiretti Impresapesca ha avviato iniziative pilota per la vendita diretta del pesce presso la rete di Campagna Amica.

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