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Contratti, Landini: "Da Confindustria restaurazione, non rivoluzione"

30 agosto 2020 | 19.25
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"Teorizzare che in questa fase non si debba aumentare il salario nei contratti nazionali per me è continuare a pensare che il lavoro vada sfruttato, precarizzato e poco pagato"

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"L'idea che nei contratti non si debba aumentare i salari" per il presidente di Confindustria Carlo Bonomi "è una rivoluzione. A me sembra una restaurazione. Teorizzare che in questa fase non si debba aumentare il salario nei contratti nazionali per me è continuare a pensare che il lavoro vada sfruttato, precarizzato e poco pagato. Una logica completamente sbagliata". Lo ha detto Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, nel corso del dibattito 'La coesione al centro della ripartenza' alla Festa dell'Unità 2020.

"Confindustria - ha aggiunto - ha scelto di non firmare dei rinnovi contrattuali che dovevano solo essere firmati e per i quali c'era una preintesa" e questo, ha sottolineato, "è non costruire coesione sociale ma scegliere una strada in cui si continuano a fare errori che c'erano anche prima del Covid" come "non investire sul lavoro e valorizzare" ma "pensare in un'ottica di sfruttamento del lavoro. Per questo sono d'accordo con chi dice che non sarà tutto come prima, perché voglio che non sia come prima: stiamo pagando la troppa precarietà, il ritardo sugli investimenti e la formazione delle persone. E va combattuta l'idea della competizione tra lavoratori", ha detto ancora Landini.

Per il segretario generale della Cgil, "oggi è il momento di fare la legge di rappresentanza, per dire che i contratti pirata vanno cancellati, perché bisogna misurare la rappresentanza in base a quanti si parla e fare in modo che i contratti nazionali abbiano valore generale, perché non va tutelato solo il salario ma anche i diritti delle persone".

Poi la scuola. "Sabotaggio da parte dei sindacati? Questo tema va affrontato in modo diretto. Il ministro dell'Istruzione Azzolina non può parlare di sabotaggio generale - ha scandito - se ha prove faccia nome e cognome e li indichi, altrimenti è un modo sbagliato di affrontare il problema" della riapertura delle scuole.

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