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Contro-Opa su Rcs: con Bonomi si schierano Della Valle, Mediobanca, Unipol e Pirelli

16 maggio 2016 | 14.02
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- Alcuni dei soci forti di Rcs hanno lanciato con Bonomi una contro Opa

La controfferta su Rcs è arrivata. Diego Della Valle, Mediobanca, Unipol e Pirelli, alcuni dei soci forti del gruppo editoriale, si sono schierati con Andrea Bonomi in funzione anti-Cairo e hanno lanciato un'offerta pubblica di acquisto a 0,70 euro in contanti. Una mossa che il mercato attendeva e che ha reagito facendo balzare il titolo del gruppo del 18% a 0,702 euro, un soffio sopra il prezzo offerto dai soci storici. L'accordo prevede la costituzione di una nuova società, in cui confluirà il 22,6% del capitale di Rcs, somma del 7,32% di Della Valle, del 6,25% di Mediobanca, del 4,59% di UnipolSai e e del 4,43% di Pirelli.

Obiettivo dell'Opa, che vede Mediobanca nel ruolo di advisor finanziario, sarà il restante 77,4% a un prezzo di 0,70 euro in contanti. La newco non avrà debiti finanziari e al termine dell'operazione sarà partecipata al 45% da Investindustrial e al 55% dai grandi soci. Quest’ultima quota sarà detenuta paritariamente, in misura del 13,75%, dai soci Rcs.

L'accordo prevede che l'esborso necessario per acquistare il 18,49% di Rcs, al netto delle azioni ora in mano ai soci, sia finanziato da un aumento di capitale riservato da Investindustrial. Invece la somma necessaria ad acquistare le ulteriori azioni sarà finanziato da un altro aumento di capitale della newco, da eseguirsi in più tranche di diverso importo che verrà sottoscritto dagli altri quattro soci in modo da garantire il riequilibrio della partecipazione nella newco. Gli azionisti dell'accordo si sono impegnati a dotare la newco di risorse finanziarie per sottoscrivere la quota di propria competenza di eventuali aumenti di capitale di Rcs, di massimi 150 milioni di euro.

Obiettivo del'operazione è di "dare un rapido impulso alla crescita e allo sviluppo di Rcs" e di "sostenere e accelerare il processo di ristrutturazione avviato positivamente dal management attuale" per "creare un gruppo editoriale multimediale di portata internazionale, partendo dalle piattaforme di business esistenti".

Il prezzo dell'offerta, si sottolinea, include un premio del 68,4% rispetto alla chiusura del 7 aprile, prima dell'offerta di Urbano Cairo, e del 17% rispetto a venerdì scorso. L'offerta non è finalizzata al delisting e nel caso in cui, al termine dell'operazione, la newco dovesse detenere una partecipazione che non consentisse il regolare svolgimento delle negoziazioni del titolo in borsa, la nuova società "procederà alla ricostituzione di un flottante tale da mantenere la quotazione".

L'efficacia dell'offerta è subordinata al verificarsi di alcune condizioni. La prima prevede il raggiungimento di una soglia minima di adesioni che porti la newco a detenere almeno il 66,7% del capitale della società. Inoltre le banche finanziatrici di Rcs che hanno sottoscritto il contratto di finanziamento del 2013 si devono impegnare a "rinunciare incondizionatamente a qualsivoglia facoltà di richiedere il rimborso anticipato del debito in ragione del cambio di controllo di Rcs"

Le banche, poi, si devono impegnare fino all'approvazione del bilancio dell'esercizio 2017 di non richiedere il pagamento o il rimborso di alcun importo dovuto da Rcs, tranne il rimborso anticipato parziale con le somme incassate dalla cessione di Rcs Libri, a non dichiarare Rcs decaduta dal beneficio del termine, non avvalersi del diritto di revoca o recesso, né richiedere la risoluzione dei finanziamenti, a non presentare alcuna domanda per sottoporre Rcs a procedure concorsuali, e a confermare, mantenere in essere e operative le linee di credito e gli affidamenti a breve e medio termine previsti dai finanziamenti.

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