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Clima: Galletti, dipende solo da noi successo Cop 21 per futuro migliore

08 dicembre 2015 | 11.52
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"Dipende solo da noi il successo di questa COP e la definizione di un accordo che sia di tutti e che sia capace di assicurare a tutti i paesi un futuro migliore. Un futuro senza cambiamenti climatici fuori controllo con conseguenze incalcolabili e ingestibili. Un futuro solidale in cui tutti i paesi abbiamo le opportunità economiche e tecnologiche per una crescita sostenibile". E' quanto ha affermato il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti, intervenendo alla sessione plenaria della Cop 21 sui cambiamenti climatici, in corso a Parigi, nel rivolgersi a tutti i partecipanti.

"Un futuro in cui la de-carbonizzazione dell’economia sia un obiettivo di medio termine non solo ambientale, - ha proseguito Galletti - ma sia soprattutto un nuovo modello di sviluppo sociale ed economico, portatore di benessere più diffuso e di equità fra i popoli. Dobbiamo lasciare Parigi con una intesa storica di responsabilità nei confronti delle future generazioni. Un’intesa di civiltà che ha tanto più valore in questi tempi ed in questa città, segnata quest’anno dall’odio cieco e dalla barbarie terroristica".

"L’Italia, insieme ai paesi dell’Unione Europea, ha sempre sostenuto l’esigenza di una intesa ambiziosa. Oggi l’ambizione non è una opzione è una necessità perché non abbiamo più tempo per intese deboli. La Terra - continua- non ci da altro tempo; gli eventi estremi innescati dal surriscaldamento globale stanno causando con una crescita esponenziale di frequenza e intensità, vittime e danni crescenti in tutto il mondo. Si deve e si puo’ essere ambiziosi".

"L’Italia, il mio Paese, lo dico con orgoglio è fra i sottoscrittori del Protocollo di Kyoto e - ha detto Galletti - ha centrato gli obiettivi che quel Protocollo si era dato. Abbiamo ridotto le emissioni del 20% e nello stesso periodo abbiamo cumulato una crescita economica del 43%. L’ambizione paga. L’accordo che vogliamo deve essere efficace ossia deve prevedere meccanismi di revisione periodica dei target che tengano conto del mutare delle condizioni dei vari paesi e delle loro capacità, della loro crescita economica e degli shock interni ed esterni che li colpiscono".

"Deve essere un accordo in cui tutte le Parti siano in grado di rendicontare e riferire sugli sforzi fatti, - precisa il ministro - per permetterci di misurare lo sforzo collettivo necessario per raggiungere l’obbiettivo di contenimento del riscaldamento globale. Ma l’efficacia non basta. L’accordo che vogliamo deve anche essere solidale. Non puo’ quindi non raccogliere la richiesta che viene dai paesi piu’ vulnerabili di considerare lo scenario di limitare la crescita della temperatura di 1,5 gradi".

Per Galletti dunque "per centrare questo obbiettivo sara’ cruciale il ruolo della comunità internazionale per aiutare i paesi meno ricchi e in particolare i territori piu’ fragili: isole, deserti e montagne. L’Italia farà; la sua parte. Come ha voluto sottolineare il nostro Presidente nel suo intervento all’apertura della COP: l’Italia aumentera’ il proprio contributo per la finanza internazionale per il cambiameto climatico fino a 4 miliardi di dollari negli anni tra il 2015 e il 2020 e si impegnerà per lo sviluppo delle energie rinnovabili in Africa".

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