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Martina Levato: "Stanca e arrabbiata del marchio di coppia diabolica"

11 dicembre 2015 | 15.57
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Alexander Boettcher e Martina Levato

Una udienza tutta al femminile quella andata in scena oggi al tribunale di Milano, per il processo a carico di Alexander Boettcher, il broker accusato insieme alla compagna Martina Levato di una serie di aggressioni con l'acido ai danni di Stefano Savi e di altri giovani che con la ragazza avevano avuto delle relazioni intime. Davanti ai giudici della undicesima sezione penale, a rendere la propria testimonianza sono state Elena Agostoni, per breve tempo legata a Boettcher, e la stessa Levato, per la prima volta a porte aperte. Malgrado la possibilità di avvalersi della facoltà di non rispondere, la ex studentessa bocconiana ha spiegato di voler parlare "principalmente per gridare la rabbia contro il marchio di appartenenza a una coppia diabolica". Fuori dall'aula, Patrizia Ravasi, la madre di Boettcher che ha tentato, invano, di farsi ascoltare anche lei, oggi, dai giudici (la donna è iscritta nel registro dei testimoni e dovrebbe essere sentita in una delle prossime udienze). Tenendo comunque sotto costante controllo, attraverso i suoi avvocati, l'intero svolgimento dell'udienza.

Le principali novità della giornata sono emerse dalla deposizione della Agostoni, la ballerina 28enne breve fiamma del broker, che ha rivelato alcuni aspetti della vicenda rimasti finora nell'ombra. "Ho conosciuto Alexander Boettcher nell'estate del 2014 - ha spiegato rispondendo alle domande del pm Marcello Musso -. E dopo poco tempo abbiamo cominciato a uscire come una coppia". A proposito di Martina, "Alex me ne parlò come di una ex che non si rassegnava, ma che lui non voleva più accanto perché lo aveva tradito". Salvo poi "propormi di accettare la sua presenza, proponendomi un rapporto a tre". Ipotesi rifiutata dalla ragazza, che ha poi aggiunto: "Lui cercava tuttavia di convincermi ad accettare quella presenza, a tal punto che il 22 agosto, giorno del compleanno di Martina, mi disse di voler andare a dormire da lei per non lasciarla sola". E "invitandomi ad andare insieme a lui". A quel punto, "gli ho detto che se io dovevo accettare Martina, allo stesso modo lui avrebbe dovuto accettare il mio lavoro in discoteca". E lui, che "era molto geloso di quel lavoro, mi disse che in quel caso avrebbe voluto la lista dei miei ex fidanzati e di tutti gli uomini che mi avevano anche semplicemente toccata".

La deposizione si è conclusa con una serie di considerazioni sul carattere di Boettcher: "Con me si è sempre comportato bene", ha detto la ragazza, anche se a volte "aveva degli atteggiamenti inquietanti che mi facevano provare un po' di paura nei suoi confronti". Come quando nella stanza d'albergo in Grecia scoprì alcuni "oggetti strani, come delle siringhe e uno strumento sadomaso con il quale una volta mi chiese, scherzosamente, di frustare Martina". Il carattere di Boettcher ha dominato anche sulle dichiarazioni di Martina Levato. La ex studentessa, che ha sempre sostenuto la totale estraneità del broker ai fatti, per la prima volta si è sbilanciata invocando, da parte del compagno, una "assunzione di responsabilità", dovuta allo "stato emotivo" provocato dalla sua predominanza che "mi ha portato a commettere i reati". Una sorta di caos mentale, cioè, dovuto al fatto che "lui era concentrato solo su sé stesso e non riusciva a vedere i miei bisogni". "In questi mesi - ha poi affermato la ex bocconiana - ho affrontato un percorso che mi ha portato a rendermi conto di aver accettato situazioni che oggi non solo non accetterei, ma mi allontanerebbero", oltre a farmi "riconsiderare il mio ruolo di donna". E ha aggiunto: "Ammetto che ci sia stato un fallimento sia da parte mia che da parte di Alex, ma so di aver accettato quella situazione perché avevo paura di perderlo". Del resto, ha concluso, "ero molto innamorata di lui, che vedevo come l'uomo ideale con cui costruire una famiglia". L'udienza è stata aggiornata a martedì prossimo, 15 dicembre.

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