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Sudcorea: abolito reato adulterio, niente più carcere per chi tradisce

26 febbraio 2015 | 14.44
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La legge è stata giudicata incostituzionale perché "viola la libertà degli individui di scegliere i loro partner sessuali e il loro diritto alla privacy". Introdotta 62 anni fa, comportava una pena massima fino a due anni di reclusione

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Tradire la moglie o il marito non sarà più un reato in Corea del Sud. La Corte costituzionale del paese asiatico ha infatti abrogato una legge del 1953 che puniva con il carcere chi faceva sesso con una persona che non fosse il proprio coniuge, giudicandola incostituzionale. Tra il 1990 e il 2008 i giudici erano stati chiamati già quattro volte ad esprimersi sulla legalità del testo di legge che finora comportava una pena massima fino a due anni di reclusione. Nell'ultima occasione la norma non era stata abolita per un solo voto. Ora invece i 9 giudici hanno deciso con una maggioranza di sette a due.

"La norma viola la libertà degli individui di scegliere i loro partner sessuali e il loro diritto alla privacy", ha detto uno dei togati secondo quanto riporta all'agenzia Yonhap spiegando la legge anti-adulterio "non riflette più modo di pensare del nostro popolo". I due giudici che hanno votato contro hanno invece sostenuto che fosse necessaria per tutelare l'etica sessuale e l'istituzione del matrimonio.

La Corea del Sud era uno dei pochi Stati non musulmani a considerare ancora le relazioni extraconiugali come un crimine. La legge, benché avesse 62 anni di vita, era ancora applicata e quasi 53mila sudcoreani sono stati incriminati dal 1985, anche se negli ultimi sette anni solo una piccola minoranza di adulteri sono finiti in prigione.

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