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Corona, i legali ricorrono in Cassazione: "Nuova accusa senza senso"

31 ottobre 2016 | 17.54
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(Fotogramma)

"Presenterò ricorso in Cassazione" contro un'accusa "senza senso" fatta da una giustizia "che mostra i muscoli solo quando si tratta di Corona". Si dice "fuori di sé" Ivano Chiesa, difensore di Fabrizio Corona, dopo che oggi ha appreso che il Tribunale del Riesame si è pronunciato a favore dell'accusa mossa dal procuratore aggiunto Ilda Boccassini e dal pm Paolo Storari che hanno contestato all'ex fotografo dei vip il reato di "intestazione fittizia di beni", dopo che è stato trovato un deposito di banconote da un milione e 700mila euro nella casa di una sua collaboratrice, che secondo l’accusa appartiene proprio a Corona. I giudici del Tribunale della Libertà hanno così confermato per Corona la custodia cautelare in carcere.

Decisione, quella del Tribunale del Riesame, le cui motivazioni saranno rese note tra 45 giorni e che é stata comunicata al legale dalla stampa dopo che era andato in carcere a trovare il suo assistito. "Questo modo di procedere -dice Chiesa riferendosi alla notizia data ai giornalisti- é un reato e bisogna smetterla". Quanto a Corona "è preoccupato e incavolato" dice ancora Chiesa "perchè non riesce a capire il senso della nuova accusa che, oggettivamente, non sta in piedi e che al massimo può configurarsi come un'evasione fiscale e basta".

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