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Coronavirus, 7 famiglie su 10 temono di non essere curate

26 ottobre 2020 | 11.04
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Secondo 'Termometro Italia' cresce la sfiducia, con il 70 per cento dei nuclei familiari preoccupato anche per un peggioramento della propria condizione economica

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Afp

Torna la sfiducia tra le famiglie italiane. In sette su dieci cresce il timore di non venire curate, una su cinque farà rinunce importanti nei prossimi mesi. E' quanto emerge dalla quinta edizione del “Termometro Italia” di Innovation Team, società di Cerved, che ha svolto l’indagine tra il 15 e il 20 ottobre. Quasi un capofamiglia su due è più preoccupato dell’impatto del Covid19 rispetto a settembre, quando era uno su tre, e il 70% si attende un ulteriore peggioramento nel 2021.

In generale, l’aggravamento della situazione sanitaria e la prospettiva di ulteriori misure restrittive stanno generando una grave crisi di fiducia nelle famiglie italiane: il 70,6% è sempre più preoccupato di non poter ricevere cure adeguate in caso di malattia, il 61,7% di non poter mantenere il proprio reddito e i risparmi (59,8%) intesi anche come assicurazione sul futuro dei figli, valori ritenuti essenziali in questo periodo di emergenza.

Ancora: il 45% dei nuclei familiari è più pessimista rispetto a un mese fa (quando lo era “solo” il 30,2%) sull’impatto che il Covid19 avrà sulla nostra vita, percentuale che sale a 59,2% nelle metropoli e supera il 50% tra le fasce più a rischio - imprenditori, coppie con figli piccoli e chi guadagna meno di 20.000 euro netti l’anno - mentre gli ottimisti sono crollati al 10,8% dal 34,7% di settembre. La percezione del futuro è negativa anche su un orizzonte più lungo: quasi il 70% degli italiani si attende per l’anno prossimo un peggioramento della situazione, quattro famiglie su 10 temono per la propria condizione lavorativa e tre su 10 (33%) per il bilancio familiare, tutti dati leggermente in crescita. Una sfiducia che è ancora più marcata tra chi ha oltre 65 anni (89%), chi è separato (86%) e chi vive nelle città piccole (80%).

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