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Coronavirus, a Gela reparto con 1 medico: ex primario torna in corsia

10 aprile 2020 | 16.26
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Il medico in pensione da 6 anni, 'la collega era sola e mi è parso doveroso contribuire, accolto con tanto affetto'

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(Fotogramma)

Un reparto rimasto con un solo medico in piena emergenza Covid-19, una dottoressa. Così un ex primario di Malattie infettive, in pensione da 6 anni, ha deciso riprendere il camice e tornare in corsia "per fare la mia parte e dare il mio contributo: un obbligo morale verso i colleghi che stanno fronteggiando il virus e verso i cittadini. Anche perché sapevo che la collega era rimasta da sola, e in questi anni ho sempre continuare a seguire le novità emerse sulle malattie infettive: una specie di droga".

A spiegare all'Adnkronos Salute le motivazioni che lo hanno spinto a tornare in corsia è Nunzio Storace, ragusano di 70 anni e primario della divisione di Malattie infettive dell'ospedale civile del capoluogo ibleo fino al giugno 2014, da oggi in servizio nel percorso Covid-19 attivato nel reparto di Malattie infettive dell'ospedale 'Vittorio Emanuele' di Gela (Caltanissetta), dopo aver firmato il contratto di attività libero professionale con l'Azienda sanitaria provinciale di Caltanissetta.

"Sapevo che a Gela era rimasta una sola collega, e ho ritenuto doveroso dare il mio supporto. Ho presentato la domanda e oggi è stato il mio primo giorno in servizio - racconta Storace - Ho ricevuto tanto affetto in ospedale, una cosa straordinaria. Lavorerò in un reparto efficiente, dove ho trovato grande preparazione e forza di volontà nell'unico medico rimasto e nel personale sanitario con i quali ho avuto i primi contatti. Nel caso dei pazienti Covid è importante che i percorsi diagnostici siano ben distinti e che siano disponibili i dispositivi di protezione individuale. Qui tutto è ben impostato - assicura - ed è stato un buon inizio. Poi so che la prossima settimana arriveranno anche altri colleghi giovani. Malattie infettive e patologie respiratorie sono le mie specializzazioni, e questo è un virus nuovo ma dà problemi di questo tipo. Inoltre sono stato accolto molto bene dalla collega Emanuela Pace, che era rimasta da sola e stava facendo il possibile".

Se il nuovo coronavirus fa paura, Storace si dice sereno. In famiglia "c'era un po' di preoccupazione al pensiero del mio rientro, ma ho fatto capire loro che adotteremo le massime precauzioni e si sono tranquillizzati. In bocca al lupo per il mio ritorno in corsia? Come dico sempre: il lupo sono io", scherza lo specialista, convinto che "una volta messo il camice restiamo medici per tutta la vita".

Il suo gesto di disponibilità arriva in un periodo di emergenza sanitaria in cui gli operatori non si sono tirati indietro, rispondendo ai numerosi appelli per la selezione di medici e operatori sanitari da destinare all'assistenza dei pazienti affetti da Covid-19. Storace, specializzato anche in malattie respiratorie, ha partecipato all'apposito bando di reclutamento del Policlinico di Messina.

"L'esempio del dottor Storace è la valida testimonianza che un medico non smette mai di esserlo, proseguendo la missione di aiutare chi soffre - commenta dal canto suo Giovanni D'Ippolito, presidente dell'Omceo di Caltanissetta - Ho accolto con enorme piacere la sua disponibilità, che mi è stata manifestata dal presidente dell'Ordine dei medici di Ragusa e che ho segnalato all'Asp, che ha immediatamente risposto contrattualizzando il collega. La sua competenza e professionalità sarà un valore aggiunto nel reparto dove già è presente una valida collega che con grandi sforzi e sacrifici garantisce assistenza ai pazienti, nonostante la carenza di personale medico".

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