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Coronavirus, Burioni: "Poco più di un'influenza? No panico ma nemmeno bugie"

23 febbraio 2020 | 11.03
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Il virologo: "Qualcuno, da tempo, ripete una scemenza di dimensioni gigantesche"

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(Fotogramma)

"Niente panico, ma niente bugie. Attenzione a chi, superficialmente, dà informazioni completamente sbagliate. Qualcuno, da tempo, ripete una scemenza di dimensioni gigantesche: la malattia causata dal coronavirus sarebbe poco più di un'influenza. Ebbene, questo purtroppo non è vero". A dirlo su 'Medical Facts' è il virologo Roberto Burioni.

"Leggete i numeri - indica - uno dei nostri cardini è stato il tentare di informare nella maniera più corretta i nostri lettori. Mai allarmismi, ma neanche si possono trattare i cittadini come bambini di 5 anni: in questo momento in Italia sono segnalati 132 casi confermati e 26 di questi sono in rianimazione (circa il 20%). Sono numeri che non hanno niente a che vedere con l'influenza (i casi gravi finora registrati sono circa lo 0,003% del totale). Questo ci impone di non omettere nessuno sforzo per tentare di contenere il contagio".

"Credo - dice il virologo all'Adnkronos Salute commentando il decreto adottato ieri dal Consiglio dei ministri per affrontare l'emergenza coronavirus - che il governo abbia fatto molto bene a prendere delle decisioni anche dolorose, ma importanti. Questo non è il momento delle polemiche, e anche le speculazioni politiche sarebbero odiose se fatte sulla pelle della gente. Ora occorre prendere coscienza del problema e affrontarlo e lo ribadisco: non è il momento delle polemiche".

"In questa situazione - sottolinea Burioni - tutti gli italiani devono fare la loro parte: i cittadini sottoposti a quarantena devono rispettarla per il loro bene e per il bene di tutti. Gli altri devono esercitare il proprio senso di responsabilità, non tediare il medico senza reale bisogno, non intasare i pronto soccorso senza un motivo concreto". "Siamo passati dalla fase in cui dovevamo impedire l'ingresso del nuovo coronavirus in Italia - evidenzia - alla fase, importantissima, in cui dobbiamo contenerlo. Dobbiamo impegnare tutte le nostre energie affinché questo avvenga e ognuno di noi deve fare la propria parte con senso di responsabilità".

E "il Servizio sanitario nazionale italiano deve reggere per forza" alla sfida del coronavirus, "non abbiamo altra scelta - scandisce - Dobbiamo fare di tutto per diminuire il più possibile il diffondersi dell'epidemia, che si può espandere o piano piano ridurre grazie anche ai provvedimenti messi in campo dal governo". "E' importante in questo momento, soprattutto nelle zone colpite dall'epidemia - ricorda - evitare i luoghi affollati, evitare i contatti stretti. Le aziende dovrebbero dare priorità al lavoro da casa. E' meglio, in questo momento, stare a casa", conclude.

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