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Coronavirus, Crisanti: "Cina ha mentito su inizio pandemia"

10 giugno 2020 | 11.31
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Il direttore del dipartimento di medicina molecolare e virologia all'Università di Padova: "Asintomatici? Certo che sono pericolosi". Poi sull'Oms: "E' un baraccone che va smontato e rifatto da capo"

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(Afp)

"Se guardiamo la curva dell'epidemia che ci hanno somministrato i cinesi, è chiaro che ci hanno somministrato solo la parte finale della curva e che manca tutta la parte esponenziale. Penso che la Cina abbia mentito sull'inizio della pandemia e ha mentito sul numero dei casi, sulla mortalità, sugli asintomatici con una completa assenza di trasparenza che è invece la base della scienza, che è misura e controllo". Così Andrea Crisanti, direttore del dipartimento di medicina molecolare e virologia all'Università di Padova, ospite di 24 Mattino su Radio 24.

ASINTOMATICI - Crisanti torna poi sugli asintomatici: "Con questa storia non si finisce più: certo che sono pericolosi gli asintomatici, in tutte le malattie infettive svolgono un ruolo importantissimo, cruciale nella biologia degli agenti patogeni per trasmettersi. Voglio innanzi tutto parlare dell'Oms: molte di queste affermazioni hanno un valore politico, dire che gli asintomatici non sono un problema in qualche modo assolve da tutti gli errori fatti".

OMS - Per Crisanti "l'Oms è un baraccone che va smontato e rifatto da capo perché finanziato in gran parte da industrie private e pochi Stati e invece dovrebbe fare gli interessi della comunità mondiale. Alla fine di questa epidemia credo si debba aprire una discussione su cos'è l'Oms".

"Abbiamo bisogno di una Organizzazione mondiale della sanità, ma diversa e indipendente - aggiunge - e il fatto che Trump abbia ritirato i finanziamenti è un errore perché la rende più vulnerabile alle influenze esterne. Io credo invece che l'Oms debba essere finanziata esclusivamente dagli Stati membri senza interferenze esterne".

"Su questa epidemia l'Oms ha sbagliato tutto quello che poteva sbagliare e non è la prima volta. Quello che ha fatto sull'influenza suina ce lo siamo dimenticati ma ha creato un danno enorme a diversi Paesi a vantaggio di industrie generando un allarme che era un'autentica bufala".

SVEZIA - Parlando della Svezia, Crisanti dice che "ha preso una decisione e se ne sta pentendo e ora stanno rivedendo la strategia. E' stata una scelta basata su un'ipotesi errata e adesso mi sembra che stiano andando verso una revisione. In Svezia i casi sono ancora elevatissimi e hanno una mortalità tra le più elevate d'Europa, sono ben lontani da controllare il contagio. Hanno fatto bene l'Italia e gli altri Stati a imporre misure restrittive particolarmente estese".

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