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Coronavirus, Dadone: "Mobiliteremo 350 miliardi"

16 marzo 2020 | 10.15
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In questa fase di emergenza "serviva una manovra complessa, su questo abbiamo lavorato tutti insieme notte e giorno"

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Il Governo "mobiliterà 350 miliardi di euro" per affrontare l'emergenza coronavirus. A ribadirlo è la ministra della Pubblica Amministrazione, Fabiana Dadone, intervenendo via skype con Omnibus, su La7 a pochi minuti dal Consiglio dei ministri previsto per le 10,00. "Sostanzialmente -ha spiegato Dadone- abbiamo fatto quasi una manovra finanziaria in pochi giorni"."L'obiettivo -ha aggiunto- è che nessuno debba perdere il lavoro, dare assistenza alle famiglie e rendere la Pa attiva nonostante nessuno debba recarsi negli uffici". 

In questa fase di emergenza "serviva una manovra complessa, su questo abbiamo lavorato tutti insieme notte e giorno, con molta onestà per riuscire s fornire il massimo sostegno possibile nelle condizioni attuali", ha messo in evidenza Dadone, sottolineando che "sono state recepite dal Governo anche proposte venute dall'opposizione" ed era "importante includere in percorso anche l'opposizione". "In buona parte -ha spiegato Dadone- si è trattato di proposte che anche il Governo aveva già in mente, come il sostegno alle famiglie per il congedo parentale, la sospensione delle rate dei mutui o il riconoscimento delle giornate di lavoro per chi stava in Quarantena". "Era comunque importante includere in questo percorso anche l'opposisione, far capire che non solo il Governo ma anche tutto il Parlamento era coeso nell'affrontare questa importante pandemia".

Rispondendo ad una domanda relativa alle non sempre note dinamiche in campo sanitario, alla questione che ci sono medici o tecnici che prestano la loro opera anche come partire Iva o che sono dipendenti di cooperative oppure sfruttati per le condizione contrattuali, il ministro ha affermato che "i medici ed i tecnici ospedalieri non vanno assolutamente dimenticati anzi vanno tutelati, sul fronte sanitario c'è nel decreto circa 1 miliardo che viene investito nelle nuove assunzioni in sanità e per i materiali necessari". "Non voglio dire fandonie che il sistema sanitario sia a posto. Abbiamo una esigenza storica di inserire nuovi medici e infermieri, in questa emergenza si nota ancora di più, così come -ha ammesso Dadone- si notano questi tipi di contratti che portano a sfruttare persone in ambiti dei quali oggi abbiamo estremamente bisogno". Medici, infermieri e personale della sanità "andranno tenuto in debita considerazione" ha detto ancora Dadone riferendo che "con il ministro Catalfo stiamo assolutamente lavorando su questo perché non possiamo un giorno fare un plauso del loro lavoro, un altro giorno dimenticarci di che cosa è capitato prima e cosa sta capitando in questa fase".

"Sui tagli alla sanità non voglio fare polemiche. E' chiaro - ha argomentato Dadone- che questa è una situazione di emergenza che nessuno poteva aspettarsi, tanto che è definita una pandemia a livello globale, però" tutto ciò "fa fare serie riflessioni su quanto sia importante non smantellare un sistema come quello della Sanità pubblica italiana che negli anni ha visto un leggero depauperamento, in particolare con il partenariato pubblico-privato".

Dadone ha quindi ricordato di essere già intervenuta "nel Milleproroghe, prima che fosse isolato il coronavirus, sul dottorato di ricerca per far vedere ai dottori di ricerca riconosciuto il proprio titolo nei concorsi pubblici in maniera più elevata rispetto ad altre categorie. Siamo già intervenuti, bisogna dare un'attuazione successiva con decreto, ma mi sembrava una richiesta giusta e che i migliori talenti entrino nella pubblica amministrazione". "Bisogna dare stabilità al personale medico e sanitario" oggi precario perché "non possiamo un giorno fare un plauso" per il lavoro ed i sacrifici che stanno affrontando nell'emergenza coronavirus, "ed il giorno dopo dimenticarci di loro. Il termine più corretto é regolarizzare, più ancora di stabilizzare".

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