cerca CERCA
Domenica 16 Maggio 2021
Aggiornato: 21:31
Temi caldi

Coronavirus, i veterinari mettono a disposizione respiratori

18 marzo 2020 | 13.38
LETTURA: 4 minuti

alternate text

"E' una bella proposta venuta fuori dalla base, dai veterinari stessi, proprio per dimostrare la sollecitudine e la solidarietà in questo momento difficile per il Paese: ci sono molti colleghi che si sono offerti di mettere a disposizione i concentratori d'ossigeno e le macchine anestesiologiche presenti nelle cliniche veterinarie per far sì che, con tutte le accortezze e le verifiche del caso, possano essere utilizzati negli ospedali italiani alle prese con l'emergenza Covid-19". A dirlo all'Adnkronos Salute Marco Melosi, presidente dell'Associazione nazionale medici veterinari italiani (Anmvi).

Una proposta che viene direttamente dai veterinari, dunque, in contatto con ministero della Salute e Protezione civile, anche se "alcune Regioni si stanno già muovendo", come il Veneto, dove l'Aulss 6 - ha rivelato l'Adnkronos - ha già scritto al presidente dell'Ordine dei medici veterinari della Provincia di Padova per avviare un censimento dei respiratori utilizzati nelle strutture veterinarie del territorio provinciale.

"I veterinari - spiega Melosi all'Adnkronos Salute - non sono sotto i riflettori in questo momento. Si parla dei commessi dei supermercati, degli autotrasportatori, ma non si parla di noi. Eppure, lavoriamo H24. E dalla base è venuto spontaneo un movimento solidale che non solo ha offerto di mettere a disposizione le apparecchiature che, dopo opportuna verifica del modello e sanificazione, possono essere utilizzate negli ospedali, ma ha anche proposto aiuto concreto nelle corsie. Di certo, un veterinario ha come minimo le stesse capacità e conoscenze di un infermiere e può rendersi utile in questa situazione".

I respiratori che si usano per gli animali "possono essere riconvertiti all'utilizzo nell'uomo, a patto che si verifichi il modello e le caratteristiche e che, chiaramente, vengano sanificati per evitare ogni rischio di contaminazione", assicura il presidente Anmvi.

Melosi poi torna sulla questione contagi dagli animali: "Smentisco ufficialmente che gli abbandoni di cani siano in aumento in Italia. Abbiamo avuto contatti con vari canili e non risultano ingressi in surplus in questo momento, come invece ho letto recentemente. D'altro canto, le informazioni che abbiamo a disposizione ad oggi confermano che questi animali non comportano alcun rischio di contagio da coronavirus". Dopo la morte del cane che era risultato positivo al virus a Hong Kong, Melosi spiega: "I nostri virologi hanno studiato il caso, rilevando che dopo 15 giorni dal test positivo effettuato sul Pomeranian di 17 anni, il cane era risultato negativo al coronavirus. Sarà sicuramente deceduto per altri motivi, legati anche all'età avanzata. Non ha sviluppato malattia e non era contagioso. Credo sia più rischioso dare la mano a una persona che abbracciare un cane", evidenzia. "Dico di più: in questi giorni di isolamento i nostri amici animali stanno mostrando quanto è importante il loro ruolo all'interno delle famiglie italiane. Molti anziani sarebbero stati completamente da soli nelle loro case, invece hanno la compagnia dei loro animali e gli è anche consentito portarli brevemente a spasso".

Ma cosa accade se si ha bisogno di assistenza veterinaria? "Si può andare dal veterinario - ribadisce il presidente Anmvi - i nostri colleghi sono in grado di fornire assistenza su tutto il territorio italiano. Ovviamente alcune strutture hanno preferito chiudere, ma la maggioranza è aperta e tutte comunque sono disponibili per le urgenze. Le indicazioni che diamo sono: telefonare prima di recarsi in ambulatorio, per consentire al veterinario di stabilire se si tratta di una priorità o meno, e per organizzare l'afflusso razionale all'interno delle strutture, con appuntamenti precisi che garantiscano sale d'aspetto con una persona alla volta". "La maggior parte delle strutture - prosegue - si sono organizzate in modo tale che il proprietario accompagni l'animale, lo consegni ai medici e poi lo attenda in sala d'attesa. Si procede con la visita e poi si riconsegna l'animale al proprietario. Nei casi in cui questo non è possibile, molte strutture hanno dedicato alle visite uno spazio che poi viene sanificato volta per volta, per la sicurezza per chi lavora negli ambulatori e anche dei proprietari. Abbiamo ovunque dispenser con prodotti per la sanificazione delle mani, guanti e mascherine a disposizione per chi deve entrare. Sono quindi messe in opera tutte quelle accortezze necessarie a ridurre al minimo rischio di contatti in un ambiente chiuso".

Riproduzione riservata
© Copyright Adnkronos
Tag
Vedi anche
ora in
Prima pagina
articoli
in Evidenza