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Coronavirus: Leopardi (Leroy Merlin), 'crollo vendite, serve cig più agile'

15 aprile 2020 | 16.45
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Il direttore Risorse umane dell'azienda: "Speriamo presto allentamento restrizioni per più flusso clienti"

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Tra le attività commerciali della grande distribuzione sono diverse quelle maggiormente colpite dall'emergenza coronavirus. Come Leroy Merlin, azienda francese specializzata nel bricolage e nel fai da te, che nel nostro Paese conta più di 50 negozi diretti e oltre 7.500 collaboratori, e dallo scoppiare dall'emergenza ha visto un crollo delle vendite e ha dovuto ricorrere alla cassa integrazione in deroga per i suoi dipendenti, "anche se ancora aziende come la nostra la domanda formale non sono riuscite neanche a presentarla", sottolinea amaro con Adnkronos/Labitalia Fabrizio Leopardi, direttore Risorse umane di Leroy Merlin Italia.

"Siamo stati identificati -racconta Leopardi- attraverso i codici Ateco come venditori di beni di prime necessità e quindi autorizzati ad aprire, siamo rimasti chiusi solo per la settimana del 16 marzo, per riadattare l'organizzazione dei nostri negozi che oggi funzionano in modalità ridotta, intorno al 20-30% rispetto alla normalità con ingressi contingentati dei clienti, turnazione del personale e orario ridotto. E abbiamo un impatto sulle vendite abbastanza significativo perché viaggiamo, a seconda dei giorni, tra il -70 e il - 80% nonostante l'apertura", spiega Leopardi.

Leroy Merlin, aderente all'organizzazione di categoria Federdistribuzione, oggi nei suoi negozi vende beni come ferramenta, utensileria, materiale elettrico, ricambi idraulici e combustibili, e spera in un allentamento delle restrizioni nelle prossime settimane. "Diciamo che in questo momento si naviga a vista, abbiamo 'benzina' con la cassa in deroga fino a maggio, poi si spera che a maggio le restrizioni possano allentarsi un po' per ritornare progressivamente a vedere soprattutto i flussi clienti. La nostra riprogettazione organizzativa dipende dal flusso clienti, e quindi dal fatturato che riusciamo a produrre", sottolinea Leopardi.

Ma per Leopardi il vero problema è la burocrazia. "Stiamo avendo a che fare con una burocrazia - dice - che è quasi mitologica. Quindi la rigidità e anche la lentezza di costruzione di tutto quello che va fatto l'abbiamo visto nella domanda per la cassa integrazione. E invece serve la velocità e la disponibilità ad ascoltare tutti i bisogni che il mondo produttivo italiano sta proponendo. E il nostro -aggiunge- è un bisogno ad esempio di garantire la sicurezza fisica di 7500 persone ma di garantirne anche la sicurezza economica". "Quindi velocità nell'erogazione della cassa, uscire un po' dagli schemi per trovare anche delle modalità più dirette di supporto che non sono comprese nella cassa integrazione, che d'altronde è uno strumento che abbiamo usato in passato per gestire crisi diverse, non come questa, per questa specie di 'guerra mondiale' che stiamo vivendo", aggiunge.

'Guerra mondiale' che Leroy Merlin, sottolinea Leopardi, ha cercato di affrontare fin dall'inizio ingegnandosi per garantire sicurezza di clienti e dipendenti. "All'inizio ci siamo anche inventati delle cose che stanno diventando oggi comuni come ad esempio gli schermi di plexiglass da mettere alle casse o ai punti accoglienza. Siamo stati i primi a farlo, anche se in modo artigianale e oggi li stiamo realizzando in maniera più strutturata all'interno dei negozi, ma all'inizio è stata una cosa fatta fai da te per dare sicurezza sia al cliente che ai lavoratori. Un'altra cosa che ci siamo inventati è stata un'app per contingentare le entrate dei clienti, ancora prima che uscissero le ordinanze che lo prevedevano", sottolinea.

E inoltre, spiega Leopardi, "tutti i collaboratori sono riforniti di gel, guanti e mascherine, ma all'inizio è stato complicato perché non ce ne erano". "Adesso riusciamo ad avere delle coperture per due-tre-quattro settimane per ogni negozio. Adesso ci stiamo attrezzando per dare guanti monouso ai clienti, e quando sarà necessario anche le mascherine", aggiunge. E l'azienda sta sperimentando anche tutti i possibili canali alternativi di vendita per far risalire il fatturato. "Sicuramente sta prendendo quota l'e-commerce ma non in maniera tale da bilanciare la perdita delle vendite sul negozio fisico. Il bricolage a differenza dell'elettronica di consumo consiste nel vendere dei 'sogni analogici', manutenzione della casa, del giardino, e cioè qualcosa di estremamente concreto", sottolinea Leopardi.

"Ci stiamo inventando delle cose, come vendita telefonica, chat con cliente, sui quali stiamo implementando i criteri di sicurezza e formando il personale dei negozi, scoprendo quindi dei canali di comunicazione e di vendita con i clienti che ci potranno essere utili anche in futuro", spiega ancora Leopardi. E sullo smart working, che tanta spinta sta avendo da questa emergenza, Leopardi sottolinea che, "oggi, questa è una mia convinzione personale, quello che sentiamo nominare come smart working ha ben poco di smart, è più un home working". "E' un lavoro da remoto, smart working è fare quello che ti serve, quando ti serve nella modalità che ti serve e dove ti serve. Quello è vero smart working. In realtà oggi sembra che stiamo recuperando in Italia improvvisamente una sorta di gap culturale tecnologico", chiarisce.

E in particolare in Leroy Merlin, chiarisce il direttore del personale dell'azienda, "per noi lo smart working ha avuto un impatto più che altro sulla sede centrale, sul marketing e su tutti i servizi di supporto ai negozi, che si prestano meglio a effettuare delle attività da remoto".

"Anche qualche attività di negozio può essere attivata da remoto ma molto limitata perché d'altronde il negozio è qualcosa di fisico, che ha una serranda che si apre e si chiude. Quindi il 95% dei nostri collaboratori lo smart working o lavoro da remoto non lo può fare", sottolinea. E per Leopardi, in conclusione, "il nostro 'personale medico' sono tutti i collaboratori che in negozio accompagnano e servono i nostri clienti e a cui siamo grati per la responsabilità ma anche la creatività e l’iniziativa che stanno dimostrando anche in questa circostanza".

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