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Coronavirus, Oms: "In Africa potrebbero morire fino a 190mila persone"

15 maggio 2020 | 19.11
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(Afp)

In Africa potrebbero morire tra le 83mila e le 190mila persone a causa del coronavirus in un anno, a meno che non vengano prese precauzioni per potenziare il sistema sanitario del continente. L'avvertimento arriva da uno studio condotto dall'ufficio regionale per l'Africa dell'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), che mette in guardia dal rischio che il sistema sanitario africano possa ben presto essere messo in ginocchio dalla virulenza del Covid-19.

La diffusione di Covid-19 potrebbe peggiorare anche il livello di malnutrizione in Africa, aumentando il numero delle persone che soffrono la fame, ha dichiarato il direttore regionale dell'Oms per l'Africa, Matshidiso Moeti. ''Il Covid-19 si sta diffondendo in Africa in un contesto cha vede preoccupanti livelli di fame e malnutrizione, che potrebbero peggiorare quando il coronavirus minaccia mezzi di sussistenza ed economie locali", ha detto Moeti a Nairobi. "La fame e la malnutrizione aumentano la vulnerabilità alle malattie, le cui conseguenze potrebbero essere di vasta portata se non adeguatamente affrontate", ha aggiunto.

Le statistiche dell'Oms indicano che una persona su cinque in Africa è denutrita, mentre il 30% dei bambini sotto i cinque anni ha una crescita inferiore rispetto a quella che dovrebbe. L'agenzia delle Nazioni Unite ha anche notato che gli individui con un sistema immunitario debole a causa di una grave denutrizione possono essere gravemente colpiti dal virus. Quasi 73 milioni di persone soffrono di malnutrizione nell'Africa sub-sahariana a causa dell'invasione delle locuste del deserto, alla quale si aggiunge una condizione climatica che sta danneggiando le colture, ad esempio quella del mais.

Secondo l'Oms, Covid-19 ha peggiorato la carenza di cibo in Africa per l'imposizione del lockdown, coprifuoco e distanziamento sociale che ostacolano lo stoccaggio, la lavorazione e il trasporto di alimenti. A essere maggiormente colpite sono le famiglie a basso reddito, che hanno subito in modo particolare la limitazione dei movimenti e la conseguente perdita di reddito e l'incapacità di accedere ai mercati all'aperto.

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