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Coronavirus, passeggeri Princess in Italia giovedì notte

19 febbraio 2020 | 09.12
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Sbarco per 500 passeggeri negativi ai test dalla nave da crociera in Giappone. A Sanremo l'italiano sbarcato dalla Westerdam. "Epidemia sotto controllo in provincia focolaio". Per la prima volta, più guariti che nuove infezioni. Covid-19, ecco chi rischia di più. In Cina quarantena di 14 giorni anche per chi guarisce

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(Afp)

"E' decollato alle 19.08 il Boeing dell’Aeronautica Militare che andrà a recuperare in Giappone gli italiani sulla Diamond Princess". Lo scrive in un post su Facebook il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. "Al lavoro per i nostri connazionali che presto torneranno in Italia e verranno sottoposti allo specifico protocollo sanitario - ribadisce -Monitoriamo h24 l’evoluzione dei fatti". L’intervento, coordinato dal tavolo del Comitato Operativo del Dipartimento della Protezione Civile, è stato possibile grazie alla stretta sinergia tra i Ministeri degli Affari Esteri, della Salute e della Difesa.

È atterrato, invece, alle 14.30 il volo con il personale medico e i materiali necessari ai controlli sanitari per il test del Coronavirus a cui, nelle prossime ore, saranno sottoposti i viaggiatori che intendono tornare in Italia. Ai connazionali che risulteranno positivi agli accertamenti sanitari, sarà comunque garantita la massima assistenza da parte dell’Unità di Crisi della Farnesina e dell’Ambasciata italiana in Giappone, in attesa del loro rientro in Italia nel rispetto di tutte le procedure di sicurezza necessarie.

I nostri connazionali, al rientro in Italia previsto nella notte tra giovedì e venerdì, saranno sottoposti, così come indicato dal Ministero della Salute, a un periodo di quarantena di quattordici giorni. Le strutture militari di Pratica di Mare e del centro sportivo della Cecchignola, a Roma, garantiranno l’ospitalità e l’assistenza necessaria.

Nel team della task force ministero della Salute-Farnesina e Protezione Civile volato in Giappone - a quanto apprende l'Adnkronos Salute - ci sono anche due medici specialisti dell'Istituto per le malattie infettive Spallanzani di Roma che, intanto, ha emesso il nuovo bollettino sulle condizioni dei ricoverati.

Per quanto riguarda il cittadino italiano sulla Diamond risultato positivo, "può essere curato in Giappone e non vedo nessun motivo medico-scientifico per farlo rientrare in Italia" afferma all'Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore della Clinica delle malattie infettive dell'Ospedale San Martino di Genova e presidente della Società italiana terapia anti-infettiva (Sita). "La sanità nipponica è all'avanguardia, non stiamo parlano di una situazione di emergenza come quella di Wuhan", la città cinese al centro del focolaio di Covid-19. "Credo che un sistema sanitario come quello giapponese sia in grado di curare il nostro connazionale - prosegue Bassetti -. Una volta negativo potrà rientrare in Italia".

Intanto in Cina, per la prima volta, il bilancio del virus ha un saldo a favore dei dimessi dagli ospedali e non degli ammalati. Martedì 18 febbraio, secondo quanto riporta la National Health Commission, 1.824 persone sono tornate a casa dopo il ricovero per Covid-19: un numero maggiore rispetto a quello dei nuovi contagi confermati nello stesso giorno, cioè 1.749.

I totale sono 14.376 i dimessi (dato aggiornato a martedì sera), 2.004 i morti e 74.185 i casi confermati di infezione segnalati nel gigante asiatico.

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