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Coronavirus, Ronzulli: "Rischio 'suicidi di Stato' fra lavoratori impoveriti"

28 aprile 2020 | 11.46
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(Fotogramma)

“C’è purtroppo il forte timore che una volta finito di contare i morti di Covid-19 dovremo iniziare a enumerare i suicidi di Stato, cioè le vittime provocate dalle conseguenze economiche e sociali di questa crisi. Penso a tutti quei lavoratori che per l’incapacità di questo governo rischiano di diventare una nuova categoria di poveri. Ci sono padri di famiglia disperati: non sanno come prendersi cura delle proprie famiglie, sono impossibilitati a pagare i debiti con i fornitori, le attrezzature o i mutui. Allora, perché non consentire la riapertura in sicurezza di tutte le attività in grado di assicurare il distanziamento sociale con l’obbligo di utilizzare i dispositivi di protezione individuale?”. Così Licia Ronzulli, vicepresidente del gruppo Forza Italia al Senato, in un video sui suoi profili social.

“Perché - aggiunge - un negozio di scarpe in Basilicata, regione con pochissimi contagi, non può riaprire, soprattutto se si tratta di un’attività a conduzione familiare che ha i fornitori da pagare? Perché un bar in Sardegna, dove la distanza dalla terraferma ha aiutato il lockdown, non può riaprire prima di uno a Milano o Brescia? Se il governo prevede delle regole per riaprire, come l’uso obbligatorio di mascherine e guanti o come il distanziamento sociale, perché chi osserva queste norme non può riaprire?".

"Il presidente del Consiglio si limita a dare rassicurazioni, ma non basta, non più! Mentre si programma la ripartenza c’è ancora chi aspetta di ricevere i soldi richiesti a marzo. Altro che ‘misure poderose’, liquidità mai vista, assistenza alle famiglie, aiuti ai genitori e ‘iniziative senza precedenti’. Solo parole al vento, chiacchiere che a nulla servono per rispondere al dramma dei tanti italiani che purtroppo rischiano di perdere tutto”, conclude Ronzulli.

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