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Coronavirus, Sgarbi: "I morti non sono 25mila". Bagarre alla Camera

24 aprile 2020 | 16.29
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Scoppia la lite con Trizzino: "Occupati della Venere di Botticelli"

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(Fotogramma)

"Almeno qui diciamo la verità contro l'ipocrisia e le menzogne, contro i falsi numeri che vengono dati per terrorizzare gli italiani. I venticinquemila morti sono morti di infarto, di cancro, non usiamoli per umiliare l'Italia, per dare ai cittadini false notizie. Sono morte in Italia venticinquemila persone di coronavirus: non è vero, è un modo per terrorizzare gli italiani e imporre una dittatura del consenso. I dati dell'Istituto superiore di sanità dicono che il 96,3 per cento sono morti per altre patologie". Lo ha affermato Vittorio Sgarbi, intervenendo alla Camera prima del voto finale sul decreto legge 'Cura Italia'.

E si è scatenata la bagarre, con una lite tra Sgarbi e il deputato 5 Stelle Giorgio Trizzino. Medico igienista, Trizzino ha inveito contro il critico d'arte accusandolo di diffondere notizie false potenzialmente dannose per la popolazione, che, ha spiegato il grillino, "potrebbe essere indotta ad allentare la vigilanza contro il diffondersi del virus proprio nel momento in cui si iniziano a vedere i primi risultati positivi dovuti al lockdown". "Cosa ho detto a Sgarbi? L'ho incalzato, invitandolo ad occuparsi della Venere di Botticelli su cui è più credibile, invece di interpretare i dati scientifici", ha detto Trizzino interpellato dall'Adnkronos. Sgarbi ha invocato il giurì d'onore su questa vicenda e Trizzino si è dichiarato pronto ad affrontarlo.

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