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Coronavirus, sindacati: "Positiva dipendente Amazon"

28 marzo 2020 | 12.03
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"La donna, 35 anni, operativa presso gli impianti di Passo Corese, è per ora asintomatica". Il colosso dell'e-commerce: "Vicini alla collega, assicurata la tutela della salute dei lavoratori"

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(Fotogramma)

di Andreana d'Aquino

"La dipendente di Amazon operativa presso gli impianti di Passo Corese risultata positiva al coronavirus è per ora asintomatica". A riferirlo all'Adnkronos è Alessandro Antonelli di Fit Cgil Roma e Lazio. "La donna ha immediatamente mandato un messaggio per avvertire i colleghi con i quali ha diviso il posto di lavoro" aggiunge il sindacalista.

"E' molto giovane, ha appena 35 anni. Sono stati avvertiti tutti i colleghi, tutte le persone con cui era entrata in contatto, lo ha fatto subito con grande senso di responsabilità, lei stessa ha avvertito tutti i colleghi" dice Antonelli, spiegando che la donna "non si recava al lavoro da giorni, era a casa, il marito infatti era risultato positivo e anche lei, dopo aver fatto il tampone insieme ai due figli, è risultata positiva".

Intervistato dall'Adnkronos, Massimo Pedretti di Fit Cgil spiega che la dipendente di Amazon "mancava dal posto di lavoro dal 22 marzo, l'azienda ha diramato un comunicato nella notte in cui, in maniera neutra, ha parlato di un 'lavoratore' e ha citato i dati della Asl, avvertendo che tutti i dipendenti che hanno lavorato nello stesso reparto, negli ultimi 15 giorni, sarebbero stati contattati da Amazon per i dovuti controlli".

"C'è poco da imputare ad Amazon" per il contagio da coronavirus della dipendente ma "è davvero difficile gestire 2.500 dipendenti", dice, tanto che "dopo uno sciopero della scorsa settimana perché i lavoratori non si sentivano sufficientemente al sicuro, Amazon aveva intensificato le misure di sicurezza". Pedretti sottolinea che "in quell'area, nei paesi limitrofi da cui arrivano i dipendenti Amazon", ci sono "stati molti casi positivi al coronavirus", molti anche in una "casa di riposo" della zona.

Entrambi i sindacalisti rilevano poi che negli stabilimenti di Amazon "si impacchettano troppi prodotti inessenziali" per questo "troppi lavoratori non possono stare a casa" per "spedire oggetti come la torta per il cane, per carità legittimissima" anche se "stupisce che si sia verificato, di questi tempi, un boom di vendite di biciclette" dicono Antonelli e Pedretti.

Pur "comprendendo la necessità" di portare avanti il commercio online, i due sindacalisti sottolineano la difficoltà "di far lavorare migliaia" di persone "in uno stesso stabilimento". Pedretti riferisce che "i lavoratori dello stabilimento di Passo Corese non si erano sentiti al sicuro tanto che, pochi giorni fa, hanno chiesto e ottenuto la chiusura della mensa. Ora hanno il permesso di portare all'interno lo zainetto con il cibo e il cellulare, cosa vietatissima prima".

Da Antonelli arriva invece un'esortazione ai lavoratori "alla massima attenzione, a non abbracciarsi ai tornelli, a mantenere la distanza". Ma sia Antonelli che Pedretti sottolineano la difficoltà di mantenere comportamenti sicuri "nelle aree comuni degli stabilimenti come i parcheggi o i bagni".

AMAZON - "Siamo vicini alla collega in quarantena a cui auguriamo una pronta guarigione" afferma Amazon, aggiungendo che "il centro di Distribuzione di Passo Corese è operativo". "Sin dal primo momento, abbiamo lavorato a stretto contatto con le autorità locali per rispondere in modo proattivo alla situazione di emergenza, continuando a garantire il nostro servizio ai clienti e preservando allo stesso tempo la salute di tutti i nostri dipendenti" assicura Amazon. "In quest’ottica - sottolinea - abbiamo introdotto una serie di misure preventive in tutti i nostri centri logistici per la loro salvaguardia: abbiamo aumentato le operazioni di pulizia, introdotto la distanza di sicurezza minima e richiesto ai corrieri di restare a distanza dai clienti quando effettuano le consegne".

"La salute dei nostri dipendenti rappresenta la nostra priorità - rimarca l'azienda - ed è estremamente importante che rimanga a casa chiunque non si senta bene o viva insieme a persone che hanno avuto la febbre nelle ultime 24 ore". E "per supportare al meglio le nostre persone durante questo periodo abbiamo aumentato la nostra disponibilità in termini di permessi retribuiti e stiamo permettendo alle persone di usufruire delle ferie in base alle necessità".

"Così come i clienti utilizzano l'e-commerce come strumento utile ai loro sforzi di distanziamento sociale, anche noi abbiamo adottato misure specifiche di distanziamento all'interno dei nostri centri di distribuzione affinché i nostri dipendenti possano lavorare in sicurezza" dice Amazon. "La combinazione di questi due elementi - osserva il colosso dell'e-commerce - ci richiede di concentrare la nostra capacità disponibile sui prodotti che hanno la massima priorità e, a partire da sabato scorso, abbiamo smesso temporaneamente di accettare ordini su alcuni prodotti non prioritari su Amazon.it".

"Questa decisione - continua Amazon - consente ai nostri dipendenti dei centri di distribuzione di focalizzarsi sulla ricezione e spedizione dei prodotti di cui i clienti hanno più bisogno in questo momento. I clienti possono ancora ordinare molti di questi prodotti dai partner di vendita che effettuano direttamente le spedizioni". "Comprendiamo che questo è un cambiamento per i nostri partner di vendita che utilizzano la Logistica di Amazon e apprezziamo la loro comprensione in questo momento in cui diamo priorità ai prodotti di cui i clienti hanno più bisogno" aggiunge l'azienda.

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