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Coronavirus, Speranza: "Se riaprissimo tutto virus presenterebbe il conto"

29 aprile 2020 | 08.40
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Il ministro della salute: "Giusto primo passo uniforme, poi potranno esserci elementi di flessibilità regionale"

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(Foto Afp)

"Vedo le tensioni sociali e vedo il problema economico. Però i dati non sono scritti nel cielo. L'indice R0 va conquistato giorno per giorno e ora il comportamento degli italiani, sin qui straordinario, è ancora più importante". Così Roberto Speranza, ministro della Salute, invita ancora una volta alla prudenza. Le sue raccomandazioni, in un'intervista al Corriere della Sera, sono "distanza e mascherine", pezzi di una "solida strategia complessiva" che prevede il rafforzamento della rete sanitaria territoriale, i Covid-hospital finanziati per decreto, l'app, i tamponi e i test sierologici.

Evitare la seconda ondata dell'emergenza coronavirus "dipende da noi. Il nemico non è sconfitto, dobbiamo essere pronti. Possiamo recuperare pezzi della vita di prima, ma per gradi", proprio per questo il 4 maggio non sarà un liberi tutti: "Se riaprissimo tutto, in due settimane il virus presenterebbe il conto. Il 4 maggio invertiamo la direzione di marcia. Non possiamo permetterci salti nel buio. Vediamo gli effetti. Ritengo giusto fare un primo passo uniforme in tutti i territori, poi potranno esserci elementi di flessibilità regionale".

Se l'autocertificazione potrebbe sparire - "Spero che tra qualche settimana si possa superare", dichiara il ministro - potrebbero scattare altre zone rosse. "Sulla base della curva dei contagi, nella cabina di regia decideremo se accelerare le riaperture o richiudere alcuni ambiti", conclude Speranza.

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