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Coronavirus Toscana, due contagiati a Firenze e Pistoia

25 febbraio 2020 | 13.15
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(Fotogramma)

"In Toscana abbiamo due contagiati". Lo ha detto Angelo Borrelli, commissario straordinario per l’emergenza Coronavirus. "In Toscana le due unità sono una a Firenze e una a Pistoia", ha proseguito Borrelli.

FIRENZE - Limitare gli accessi al pronto soccorso se non per i casi di effettiva gravità e contattare i pediatri di famiglia disponibili anche nel week end: è questo l’invito alle famiglie che arriva dall'ospedale pediatrico Meyer di Firenze, in base alle indicazioni ministeriali e regionali. Una task force dell'ospedale pediatrico ha messo a punto già dai primi giorni del mese di febbraio una procedura per gestire l’emergenza epidemiologica da coronavirus, recependo progressivamente le misure previste dal Governo e dalla Regione Toscana anche nei giorni successivi: l’obiettivo, spiega una nota, è quello di limitare per quanto possibile gli ingressi e prendere rigorose misure precauzionali per individuare le persone con febbre e/o sintomi respiratori, attraverso la creazione di percorsi dedicati, volti ad individuare e gestire tempestivamente e in sicurezza i casi sospetti.

L’ospedale Meyer ha aumentato la frequenza delle pulizie nelle aree di attesa, in funzione dei flussi di pazienti e visitatori ed è stato attivato un percorso specifico per effettuare procedure di sanificazione straordinaria. Anche chi frequenta l’ospedale dovrà aumentare l’attenzione all’igiene, lavandosi frequentemente le mani, utilizzando gli erogatori di gel alcolico. L’accesso all’ospedale Meyer avverrà attraverso un unico punto di entrata segnalato e sarà presidiato da personale di vigilanza, al lato del Maggiolino azzurro posto all’ingresso.

Al momento le attività ambulatoriali non sono sospese, ma per i pazienti che non si presentano agli appuntamenti non vengono applicate le modalità di recupero del bonus/malus. La direzione ospedaliera raccomanda di non portare per visite, esami, o prelievi programmati bambini e adolescenti con febbre o tosse se non strettamente necessario in quanto oggetto della visita stessa. È consentita la presenza di un solo accompagnatore, tranne nelle situazioni in cui è necessario raccogliere il consenso di entrambi i genitori o effettuare colloqui con il personale sanitario, o in attesa dall’uscita dal blocco operatorio. L’accompagnatore, spiega una nota, non deve presentare febbre e o tosse; in caso che eccezionalmente non fosse possibile altrimenti, dovrà indossare la mascherina chirurgica.

Saranno rinviati gli interventi chirurgici programmati per i quali sia prevista l’assistenza in area critica nel periodo post-operatorio. Nelle aree di degenza è consentita la permanenza di un solo genitore o accompagnatore autorizzato, che sarà identificato con un cartellino/pass consegnato a cura del personale della reception.

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