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Coronavirus, Vandelli (Bper): "Inevitabile non rivedere target, avanti su filiali Ubi"

16 maggio 2020 | 12.04
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Alessandro Vandelli, amministratore delegato Bper Banca

"Abbiamo avuto la fortuna di presentare il piano a inizio 2019, implementando le azioni più importanti nel corso del primo anno, dalla fusione di Unipol Banca all'operazione sul Banco di Sardegna fino alla manovra sul personale. Ecco perché la revisione dei target di redditività per il 2020 e del 2021, che pure sarà inevitabile, non snaturerà comunque gli obiettivi strategici". Lo assicura, in un'intervista a Milano Finanza, l'amministratore delegato di Bper Banca Alessandro Vandelli.

Quanto ai primi impatti della crisi, "nel primo trimestre Bper è stata tra le banche italiane più prudenti, postando a bilancio accantonamenti addizionali per 50 milioni. La prudenza è giustificata dal fatto che, se nei prossimi anni la partita si giocherà certamente sulla qualità del credito, per ora è davvero difficile fare previsioni su quanta efficacia avranno le misure prese dal governo nel contrastarne il deterioramento".

'Deal su Ubi prima di pandemia, ma dobbiamo guardare al di là crisi'

Riguardo, invece, l'operazione su Ubi Banca, Vandelli è chiaro: "Ovviamente quando il deal è stato studiato lo scenario della pandemia non si era ancora presentato. Proprio per rispondere a questo nuovo contesto abbiamo rivisto la modalità di calcolo del prezzo, ancorandola all' andamento del mercato. Ritengo comunque che in una fase come questa una banca abbia l' obbligo non solo di gestire l' emergenza, ma anche di guardare al di là della crisi per prefigurare il proprio posizionamento futuro". Per cui, dice ancora, "sotto questo punto di vista l'operazione con Intesa ha ancora senso per Bper perché le consentirà di affermarsi in territori in cui non è ancora presente e di farlo senza zavorrarsi dell'acquisto di una banca, ma semplicemente rilevando una rete di sportelli. A bocce ferme avremo oltre un milione di clienti in più".

Secondo Vandelli, "avere una presenza radicata in alcune aree strategiche rimane un' opportunità e questa è la logica che ha guidato finora le nostre scelte. Voglio peraltro ricordare che la nostra matrice rimane quella di una banca popolare, anche se da diversi anni siamo a tutti gli effetti una società per azioni. La presenza sui territori e i rapporti con le comunità per noi rimangono valori essenziali così come la salvaguardia del credito e del risparmio. Il nostro investimento più importante sarà sulle persone, dipendenti e clienti. Prevediamo, soprattutto in Lombardia, un piano di assunzioni per rafforzare le strutture al servizio della rete di filiali".

"Ovviamente la nostra operazione - dice ancora nell'intervista - potrà avere luogo solo dopo la conclusione dell' ops di Intesa su Ubi, ma confido che questa si tenga a cavallo dell' estate. A quel punto fisseremo i criteri e il perimetro dell' acquisizione sulla base di un puntuale processo di verifica dei dati. Il ramo d' azienda dovrà avere le caratteristiche previste dal contratto in termini di aggregati patrimoniali e di asset quality". Poi l'aumento di capitale: "La ricapitalizzazione, che agli attuali valori di borsa stimiamo in circa 500 milioni, si dovrebbe tenere tra settembre e ottobre. Fra l' altro il nostro maggiore azionista, il gruppo Unipol, oltre ad aver da subito approvato l' operazione, ha già dato la piena disponibilità a sottoscrivere pro quota l' aumento. Anche la Fondazione di Sardegna ha approvato l' aumento di capitale e ci aspettiamo il suo sostegno. Così oggi possiamo già contare sull' appoggio del 30% del nostro azionariato".

"Oggi la nostra attenzione - conclude Vandelli - è tutta rivolta alla clientela che vogliamo supportare in una fase di profonda difficoltà. Parlare di altri temi mi sembrerebbe una mancanza di sensibilità. Guardando al futuro posso solo osservare che la nostra capacità più volte dimostrata di portare avanti progetti di crescita e il sostegno convinto dei soci sono punti di forza che ci metteranno in condizione di cogliere altre opportunità".

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