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Corruzione: Cantone, dopo tangentopoli nessun meccanismo per arginare fenomeno

15 dicembre 2014 | 11.56
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"Dopo tangentopoli non si sono messi in campo meccanismi per arginare il fenomeno, anzi". Lo ha detto il Presidente del'Anticorruzione Raffaele Cantone, intervenendo a Palermo all'incontro su 'L'azione di contrasto alla corruzione' organizzato dal Comando regionale siciliano della Guardia di Finanza e dall'università. "Si è provato a spostare il problema, a impedire il controllo giudiziario senza introdurre nel sistema alcuna ipotesi di controllo preventivo - lamenta Cantone - Abbiamo dovuto attendere la legge Severino del 2012 per introdurre, per la prima volta, uno strumento di prevenzione alla corruzione, molto poco perfetto, che l'italia avrebbe dovuto fare fin dal 1999". "La Legge Severino non nasce con l'obiettivo di moralizzare il paese - aggiunge Cantone - Il ministro dell'epoca, a cui va dato il merito di avere creduto in questa norma, disse che avrebbe rappresentato un meccanismo di incentivazione del Pil. Non è un caso che la legge anticorruzione è stata approvata nel momento di crisi economica più devastante, perché ci si è resi conto dei disastri della corruzione". E ribadisce che "la corruzione è un danno sociale che non fa danni solo all'imprenditore che non vince l'appalto. Ha un effetto immediato sul meccanismo concorrenza".

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