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Corruzione: Lupi in bilico, ipotesi dimissioni dopo informativa Camera

19 marzo 2015 | 16.03
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Il ministro: "Attaccate me, ma lasciate stare mio figlio". Verso la nomina a capogruppo di Ap alla Camera . Oggi alle 11 parlerà a Montecitorio dell' inchiesta sulle Grandi Opere su cui interviene anche Grillo sul suo blog . Prima dell'annuncio pressing per l'addio al ministero, vertice a Palazzo Chigi con Renzi e Alfano

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Maurizio Lupi

Al termine di una giornata convulsa, con il vertice a Palazzo Chigi, arriva l'annuncio di Maurizio Lupi, ospite di 'Porta a Porta': "Domani (venerdì, ndr) rassegnerò le mie dimissioni a conclusione dell'informativa alla Camera". Il ministro ha inoltre detto di aver telefonato al Presidente della Repubblica "come era doveroso, perché i ministri li nomina lui".

Matteo Renzi "non mi ha chiesto le dimissioni" né come presidente del Consiglio né come segretario del Pd, ha sottolineato, aggiungendo che il passo indietro "non vuol dire ritirarsi dalla politica, perché si può fare politica come semplice parlamentare, ma è un gesto che può rafforzare l'azione del governo e l'idea di politica a cui sono stato abituato". E parla anche del figlio, definendo la questione "vergognosa".

"Attaccate me ma lasciate stare mio figlio", è il suo sfogo dallo studio della trasmissione di Bruno Vespa. Dopo aver ricordato i titoli accademici vantati dal figlio Luca, il ministro ha evidenziato che se avesse dovuto chiedere dei favori per lui non sarebbe passato attraverso Ercole Incalza, visto che di Stefano Perotti è amico dal 2002-2003. Quanto alla vicenda dell'orologio regalato al figlio da Stefano Perotti Lupi si è domandato: "Avrei dovuto chiedergli di restituirlo? Non me la sono sentita, forse ho sbagliato, non lo so...".

Travolto dallo scandalo per le Grandi Opere, Maurizio Lupi - a quando si apprende - sta vivendo le ore più difficili della sua carriera politica, tra lo sconforto, l'amarezza e la rabbia. Lo sconforto e l'amarezza per lo stillicidio mediatico a cui è sottoposta anche la sua famiglia ogni giorno. La rabbia per vedere il suo nome tirato in ballo, pur non essendo iscritto nel registro degli indagati.

Finora il futuro ex ministro delle Infrastrutture era sembrato determinato a non mollare sebbene sotto assedio, con un pressing sempre più forte del Pd a prendere in considerazione le dimissioni per ragioni di opportunità politica. La decisione di fare un passo indietro sarebbe maturata anche alla luce dell'incontro di questa mattina, a palazzo Chigi, con Matteo Renzi e Angelino Alfano.

Domani mattina alle 11, Lupi terrà un'informativa urgente alla Camera e in quell'occasione l'esponente Ncd comunicherà le proprie dimissioni.

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