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Corta, anzi cortissima: torna la minigonna, ma ora si porta in vernice

14 novembre 2016 | 10.52
LETTURA: 4 minuti

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La minigonna in vernice in passerella e indossa alle trendsetter. Da sinistra Isabel Marant (Afp), Chiara Ferragni (Instagram) e Alexa Chung (Instagram)

Per anni è stato uno dei capi cult del guardaroba femminile, amata da milioni di adolescenti, invisa a più pragmatiche signore che a lunghezze inguinali preferivano forme e silhouette bon ton. Si dice che a inventarla fu il francese André Courrèges, a renderla immortale Mary Quant, cui si attribuiscono universalmente i natali.

E' passato oltre mezzo secolo da quando la minigonna fece la sua prima apparizione nelle vetrine della Kings Road, diventando uno dei simboli della rivoluzione giovanile degli anni '60, eppure a ogni cambio di stagione torna a conquistare gli animi delle fashioniste più incallite.

Oggi a dare nuova linfa alla minigonna pensano gli stilisti, che l'hanno riletta in chiave ribelle, trasformandola, in un capo di rottura e di tendenza per l'autunno-inverno 2016/2017, come i modelli in vernice riabilitati sulle passerelle internazionali. Sarà per la sua linea squisitamente Sixties che strizza l'occhio all'eleganza minimal partorita da Courregès negli anni Sessanta, quando il suo modello in vinile sopra al ginocchio veniva accostato a morbidi pull e stivaletti alla caviglia.

O forse per il suo appeal senza tempo che non smette di evocare fantasie più sfuggenti, se accostato all'universo fetish, del quale però perde qualsiasi connotato. Vernice, vinile, pvc, tanti modi per chiamare la nuova minigonna, un solo aggettivo per descriverla: trasformista. Sì, perché basta variare un elemento nella composizione del look che ecco apparire tante chiavi interpretative: urbana se accostata a maglioni over e stivaletti rockabilly, romantica e persino elegante se abbinata alle linee pure di un cappotto dal taglio maschile.

Una foto pubblicata da Chiara Ferragni (@chiaraferragni) in data:

Sensuale e grintosa al tempo stesso, convive bene con calze a rete, over coat, maxi cinture e dettagli più soft come ruches, fiocchi e increspature. Lo sa bene Isabel Marant, che per la sua fall winter 2016-2017 ha attribuito un ruolo chiave alla minigonna di vernice. A ridare lustro alla mini cerata, trasformata in icona metropolitana, ha dato il suo contributo anche Guillaume Henry, apprezzatissimo stilista francese con un passato importante da Carven, e ora anima creativa di Nina Ricci, per la quale ha puntato sull'aspetto più futurista, giocando con colori e proporzioni, come la mini marron glacé che suggerisce un'estetica retrò e ladylike.

Stesso discorso per Max Mara, che sembra evocare le atmosfere di 'Belle du jour', allungando gli orli delle gonne laccate oltre il ginocchio e abbinandoli a raincoat senza maniche e più ardite giacche che si rifanno alla Bauhaus, agli anni Venti e alle nuove estetiche dadaiste.

E se da Saint Laurent domina l'effetto specchiato sulla scia degli anni 80, da Courrèges la mini ciré si tinge di arancio accorciandosi di qualche centimetro sopra la coscia, mentre da Louis Vuitton, Nicolas Ghesquière si fa contagiare dalla leather fever, allungando la sua mini di qualche centimentro sopra il ginocchio e spalmando di nero e rosso anche pantaloni e cappotti.

Ieri simbolo della ribellione delle ragazze di Chelsea che le accorciavano da sé, riducendo sempre di più le lunghezze, oggi la mini in vernice è diventata uno dei pezzi irrinunciabili di stagione, pezzo chiave del guardaroba di trendsetter come Chiara Ferragni e Alexa Chung. E se è vero che dona a poche ma piace quasi a tutte, quelle che continuano a storcere il naso dovranno prendere alla lettera la previsione che fece negli anni Settanta Valentino Garavani: "La minigonna è qui per restare".

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