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Corte Conti, istruttoria su agenzie rating che hanno declassato Italia

05 febbraio 2014 | 13.54
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La Corte dei Conti ha aperto un'istruttoria sulle agenzie di rating ed è prematuro quantificare eventuali danni. Lo puntualizza la magistratura contabile in una nota dopo l'articolo del Financial Times in cui si riferisce di un'inchiesta nei confronti delle principali agenzie di rating e di una richiesta di maxi risarcimento. Nel mirino l'abbassamento del giudizio sul Belpaese formulato senza tenere conto dell'ingente patrimonio culturale ed artistico nazionale che rappresenta un motore per la crescita.

In merito a notizie di stampa su azioni della Corte dei Conti della Repubblica Italiana nei confronti di società di rating, l'ufficio stampa della Corte dei Conti precisa che si tratta di "una istruttoria aperta dal Procuratore Regionale del Lazio in conseguenza delle decisioni di downgrading del debito pubblico italiano avvenute il primo luglio 2011, 24 maggio 2011, 5 dicembre 2011 e 13 gennaio 2012".

Secondo la Procura, "l'aumentato spread e le sue conseguenze costituiscono base per le contestazioni. L'azione è solo in fase istruttoria e potrebbe dunque concludersi anche con archiviazione, dopo che le agenzie avranno prodotto le proprie motivazioni e controdeduzioni". In sostanza, "nessuna valutazione conclusiva può essere fatta al momento attuale né in merito alla prosecuzione dell'inchiesta, né all'eventuale citazione in giudizio davanti alla Sezione Giurisdizionale del Lazio. E' del tutto prematuro, nella attuale fase di indagine non ancora conclusa, qualsiasi quantificazione in merito ad un eventuale risarcimento, che è rimessa al giudice competente".

Dal canto suo, il procuratore capo di Trani, Carlo Maria Capristo, prende ''atto dell'iniziativa della Corte dei Conti con la quale abbiamo lavorato in piena sintonia. Sono due strade che si muovono parallele" e "noi ora siamo ad un passaggio chiave che dovrebbe preludere il rinvio a giudizio". "Noi - dice Capristo all'Adnkronos - andiamo avanti con il nostro lavoro davanti al giudice e, dopo la prima udienza in cui sono state risolte alcune questioni preliminari, ora siamo in un passaggio chiave che dovrebbe precedere il rinvio a giudizio delle agenzie di rating S&P e di Fitch, mentre per la sola posizione di Moody's è stata chiesta l'archiviazione".

Lo scorso anno il pm di Trani Michele Ruggiero ha chiesto il rinvio a giudizio di nove tra dirigenti e funzionari di S&P e di Fitch (archiviata la sola posizione di Moody's) per manipolazione del mercato continuata e pluriaggravata.

L'agenzia di rating Standard & Poor's risponde a muso duro. "Si tratta di accuse frivole, superficiali e senza merito", attacca l'agenzia in una nota. L'accusa della Corte dei Conti, sottolinea S&P, "è incosistente, superficiale e priva di ogni fondamento". L'agenzia americana ha dunque fatto sapere che si opporrà "con tutte le forze" all'iniziativa della magistratura contabile italiana.

Anche Moody's, che sarebbe nei mirino dei magistrati contabili, respinge le accuse. "Sono senza merito", si legge in una nota dell'agenzia di rating.

Per Elio Lannutti di Adusbef e Rosario Trefiletti di Federconsumatori, si tratta di una "sacrosanta battaglia, iniziata dalle associazioni dei consumatori e prontamente raccolte da un bravo, coraggioso e competente magistrato della Procura di Trani com'è Michele Ruggiero e dalla Corte dei Conti dal Procuratore Raffaele De Dominicis". Ma "in questa sacrosanta battaglia è un peccato - aggiungono - che manchi il governo di Enrico Letta".

Inteviene sulla vicenda anche il ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Massimo Bray. "Il valore del patrimonio storico, culturale, artistico e paesaggistico dell'Italia è indubbio e non può essere messo in discussione. A fronte di questa ricchezza emergono enormi potenzialità di crescita che dobbiamo saper valorizzare al meglio. Per questo ritengo fondamentale mettere l'industria culturale e turistica al centro delle nostre politiche", ha detto Bray.

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