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Corte Conti: no a nuove manovre

14 febbraio 2014 | 13.09
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"Va scongiurata l'eventualità di nuovi interventi di correzione del disavanzo, riproduttivi di un circolo vizioso che rallenta la ripresa". E' il monito lanciato dal presidente della Corte dei Conti Raffaele Squitieri nell'intervento di apertura dell'anno giudiziario.

Il contesto economico, osserva, è "ancora difficile, anche se non sono mancati, sul finire del 2013, i primi segnali di ripresa". "Gli indicatori congiunturali interni - aggiunge Squitieri - offrono una conferma del rafforzamento del ciclo economico, ma al contempo segnalano la presenza di alcune criticità". Il quadro, osserva il presidente della Corte dei Conti, "presenta tendenze contraddittorie". "Sul fronte internazionale - sottolinea - l'effetto combinato di una minore espansione degli scambi mondiali e di un cambio più forte indebolisce le prospettive per le esportazioni italiane, fattore strategico per la ripresa".

Non solo. "Il credito bancario - osserva ancora Squitieri - continua a ristagnare e imbriglia la forza della ripresa che per questa ragione rimane assai più lenta che negli altri Paesi europei, di per sé già molto in ritardo rispetto alle altre aree mondiali". "Ma il recupero di una maggiore solidità finanziaria rispetto ad un recente passato è obiettivo raggiunto ed è l'esito di un'azione del nostro paese coerente con gli impegni assunti a livello comunitario per il risanamento dei conti pubblici". Tuttavia, sottolinea, "i cenni di allentamento delle tensioni finanziarie non escludono che molto resta ancora da fare per il rilancio dell'economia". La "politica di bilancio italiana - osserva Squitieri - si muove con perduranti difficoltà tra le esigenze apparentemente contrastanti della crescita economica e del riequilibrio della finanza pubblica".

Per Squitieri, nel 2014 bisogna puntare sulle riforme, sarà un anno di "sfide molto impegnative, che impongono radicali cambi di rotta nei comportamenti e negli strumenti finora impiegati". "Il 2014 sarà un anno in cui il paese dovrà dimostrare capacità nuove: saper riformare le proprie istituzioni e le regole; orientare il contributo di tutti al risanamento complessivo". L'appartenenza all'Ue va ritrovata "non solo nei vincoli di bilancio, ma nell'adozione di progetti di rilevante interesse strategico comune", spiega.

Iil presidente della Corte dei Conti indica poi "la revisione e la razionalizzazione della spesa pubblica'' come ''snodo fondamentale nell'azione del governo". "Sussistono - osserva - ampi margini di razionalizzazione" della spesa e "per il riassorbimento di inefficienze e di distorsioni gestionali". Quindi indica, "tra le numerose anomalie, l'ingiustificata sussistenza di trattamenti economici sperequati nell'ambito della pubblica amministrazione".

Corruzione ed evasione fiscale nel mirino dei giudici contabili. "La Corte è fortemente sensibile all'allarme corruzione", avverte poi il presidente della Corte dei Conti. Servono "norme organiche, chiare e semplici" eliminando "margini di incertezza e ambiguità".

E' necessario "proseguire nell'azione di recupero della base imponibile sottratta all'obbligo tributario, condizione questa essenziale per ridurre il livello della pressione fiscale".

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