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Corte costituzionale, Silvana Sciarra eletta nuovo presidente

20 settembre 2022 | 16.18
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I voti favorevoli sono stati 8 su 15. Rimarrà in carica fino all'11 novembre 2023

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Il giudice costituzionale Silvana Sciarra è stata eletta nuova presidente della Corte. I voti favorevoli sono stati 8 su 15. La neo presidente rimarrà in carica fino all'11 novembre 2023, quando scadrà il mandato di 9 anni di giudice costituzionale. Come primo atto da presidente Silvana Sciarra ha confermato i due vicepresidenti Daria De Pretis e Nicolò Zanon. "Ho il privilegio di avere i capelli bianchi. La Corte ha voluto forse premiare questo criterio della anzianità. Intendo rafforzare la collegialità", ha detto nella conferenza stampa dopo l'elezione.

Sciarra è la prima donna eletta giudice costituzionale dal Parlamento. Laureata in Giurisprudenza presso l’Università di Bari, a partire dagli anni settanta ha avuto numerose occasioni di ricerca e insegnamento nelle università estere, negli Stati Uniti (Harvard Law School, Università della California a Los Angeles e Columbia Law School), nel Regno Unito (UCL, Cambridge e Warwick) e in Svezia (università di Stoccolma e di Lund). Ha ricevuto il dottorato in giurisprudenza honoris causa dall'Università di Stoccolma nel 2006 e nel 2012 dall'Università di Hasselt.

Ha insegnato presso la Facoltà di Scienze Economiche e Bancarie dell’Università di Siena. Dal 1994 al 2003 ha ricoperto la cattedra di Diritto del Lavoro e Diritto Sociale Europeo presso l’Istituto Universitario Europeo. Direttore del Dipartimento di Diritto (1995-1996), ha coordinato il programma di Gender Studies (2002-2003).

È stata co-direttrice della rivista Giornale di Diritto del Lavoro e di Relazioni Industriali. Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana, è stata designata dal Consiglio dell’Unione Europea membro del comitato che fornisce un parere sui candidati all’esercizio delle funzioni di giudice della Corte di giustizia e del Tribunale e di avvocato generale della corte di giustizia europea. E' giudice della Corte costituzionale dal 2014 e vicepresidente dal 29 gennaio 2022.

Silvana Sciarra ha redatto 159 decisioni come giudice costituzionale. Alcune delle pronunce più significative sono pubblicate sul sito della Consulta, nella pagina della Presidente.

In materia di previdenza e di lavoro, pubblico e privato, si ricordano la pronuncia che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del blocco pluriennale della perequazione automatica per le pensioni di più modesto importo (n. 70 del 2015); la sentenza che ha consentito la ripresa della contrattazione economica collettiva nel settore del lavoro pubblico, dopo il ‘blocco’ per risparmio di spesa (n. 178 del 2015); le decisioni che hanno inciso sui criteri di determinazione dell’indennità prevista per i licenziamenti illegittimi, al fine di garantire un adeguato ristoro del concreto pregiudizio subito dal lavoratore e un’adeguata dissuasione del datore di lavoro dal licenziare illegittimamente (n. 194 del 2018, n. 150 del 2020).

Si ricordano anche le pronunce che, in un proficuo confronto con la Corte di giustizia dell’Unione europea, hanno valorizzato una prospettiva di integrazione degli strumenti di tutela dei diritti: riconoscimento ai cittadini di Stati terzi di prestazioni di sicurezza sociale per famiglie disagiate (n. 54 del 2022) e l’assegno per il nucleo familiare (n. 67 del 2022). In tema di diritti fondamentali, si segnala la pronuncia che sollecita il legislatore a tutelare i diritti dei figli in un nucleo familiare costituito da due madri (n. 32 del 2021).

"Non posso nascondere l'orgoglio di essere stata la prima donna eletta dal Parlamento perché è prevista una maggioranza dei due terzi", ha detto la neo presidente eletta della Corte costituzionale Sciarra nel suo discorso introduttivo in conferenza stampa in cui spiega: "Dico questo perché la trasversalita del consenso è quella da cui si trae l'indipendenza. Ho sentito in me una accresciuta" responsabilità "che mi ha dato indipendenza".

"Ho il privilegio di avere i capelli bianchi. La Corte ha voluto forse premiare questo criterio della anzianità. Intendo rafforzare la collegialità", ha aggiunto. "Vengo a una parola ricorrente in gergo della comunicazione che è sobrietà", che in modo accentuato serve alla Corte costituzionale. "Dalla sobrietà l'istituzione prende autorevolezza, dalla sobrietà trasparenza e indipendenza" che caratterizza lo stato di diritto, ha detto ancora.

Quella dei moniti al Parlamento della Consulta "è una tecnica che la Corte ha usato recentemente decidendo di volta in volta e in piena collegialità. Per ora credo si sia mossa sul solco del rispetto del Parlamento. Noi abbiamo fatto quello che ritenevamo giusto fare e continueremo a farlo", ha sottolineato rispondendo ai giornalisti sul silenzio del Parlamento alle sollecitazioni della Consulta e la possibilità di ripensare la pratica.

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