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Cosenza, morì dopo una trasfusione: chiuse le indagini a carico di dieci persone

14 febbraio 2014 | 16.24
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La Procura della Repubblica di Cosenza ha emesso l'avviso di conclusione delle indagini preliminari nei riguardi di dieci persone indagate a vario titolo per la vicenda del sangue infetto che ha portato alla morte di Cesare Ruffolo. L'uomo morì dopo una trasfusione per la contaminazione del batterio gram - negativo serratia marcescens nello scorso mese di luglio.

Gli accertamenti tecnici condotti presso l'Istituto superiore della sanità per nell'ambito della morte di Cesare Ruffolo, per il quale sono state chiuse le indagini a carico di dieci persone, hanno accertato che all'interno di flaconi integri del presidio medico - chirurgico (sapone disinfettante) Germocid fosse presente il batterio serratia marcescens.

Un ulteriore profilo di responsabilità contestato dalla Procura di Cosenza riguarda sia il decesso di Cesare Ruffolo che le lesioni riportate dal paziente Francesco Salvo in conseguenza della somministrazione delle sacche di sangue infetto nel corso delle emotrasfusioni cui venivano sottoposti.

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