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"Così ho trovato le microspie in ospedale"

13 aprile 2019 | 15.59
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Il titolare della ditta di sicurezza Aldo Modena all'Adnkronos sulla verifica nell'ufficio del direttore generale dell'azienda ospedaliera di Perugia, Emilio Duca: "Non ho disinstallato nulla, ho fatto la bonifica. Temeva le intercettazioni"  

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Immagine di repertorio (Fotogramma)

di Silvia Mancinelli

"Siamo andati a fare la bonifica il 19 luglio scorso nell'ufficio che ci avevano indicato. Scopo di quell'intervento era verificare se ci potessero essere degli apparati di intercettazione. Abbiamo trovato il materiale, ma non abbiamo toccato nulla. Quindi non c’è stata alcuna disinstallazione". Così all'Adnkronos Aldo Modena, titolare della ditta S.I.S. Servizi di Sicurezza a proposito della bonifica, fatta nell'ufficio del direttore generale dell'azienda ospedaliera di Perugia, Emilio Duca. Fu proprio Duca, oggi ai domiciliari, "in accordo con Maurizio Valorosi e Diamante Pacchiarini" (rispettivamente direttore amministrativo e sanitario della stessa struttura sanitaria ndr) a incaricare la ditta di investigazioni ad "eseguire una bonifica del proprio ufficio al fine di individuare gli strumenti di captazione, installati dalla polizia giudiziaria per le indagini in corso" pagando "una somma pari a 1342 euro di proprietà dell'azienda sanitaria di cui aveva disponibilità in ragione dell'incarico ricoperto".  Sospettava, Duca, di essere vittima di "spionaggio privato" come scritto dal gip nell'ordinanza e come confermato da Aldo Modena. "Qualche mese dopo l'intervento nella direzione sanitaria - aggiunge il titolare della ditta, che sognava di diventare carabiniere - sono stato sentito dalle forze dell’ordine, poi più nulla fino a ieri".

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