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Cosmed su tagli, continua la caccia al dipendente pubblico

19 marzo 2014 | 15.02
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Roma, 19 mar. (Adnkronos Salute) - "Circolano rumors su ulteriori tagli al trattamento economico della dirigenza pubblica, mettendo insieme, demagogicamente, i top manager degli enti economici e dei ministeri con la generalità di una dirigenza del Ssn, fatta in stragrande maggioranza di professionisti, già fortemente penalizzata in termini di peggioramento delle condizioni di lavoro e decimazione degli organici. Continua, insomma, la caccia al dipendente pubblico". E' quanto afferma in una nota la Confederazione sindacale medici e dirigenti Ssn (Cosmed).

"La Cosmed - si legge - ricorda al Governo che i contratti nazionali del pubblico impiego, in cui è compresa la sanità, e anche le contrattazioni aziendali ad invarianza di risorse, sono bloccati da 5 anni con una perdita del potere di acquisto delle retribuzioni superiore al 20% senza contare i danni previdenziali dei giovani. Un congelamento che non aiuta la necessaria riforma e stride molto con una realtà stressata dalla velocità e dal bisogno di cambiamenti organizzativi e gestionali. La contraddizione tra un esistente mummificato e le continue richieste di innovazione, con proposte della più varia natura, può essere sciolta solo da risposte politiche chiare e coerenti, a partire dal ripristino delle condizioni per la ripresa del confronto contrattuale attraverso la ri-definizione delle specifiche aree".

Per i dirigenti del Servizio sanitario nazionale, "la caccia al dipendente pubblico non si esaurisce neppure con il pensionamento, visto che si definiscono 'd'oro' emolumenti frutto di una pesante e costante tassazione e contribuzione. E minaccia di risalire l'età di quiescenza delle donne, senza tenere conto della fatica di assicurare assistenza notturna e festiva a 63-64 anni di età, con buona pace anche della sicurezza delle cure.

"Curioso - sottolinea la Cosmed - come da una parte si assicuri di non volere toccare la sanità, riconoscendo che non è in grado di sostenere ulteriori restrizioni, e dall'altra si rimettono le mani in tasca a medici e dirigenti del Ssn, che evidentemente non fanno parte del sistema. Chissà se i fantastiliardi di risparmi che luccicano agli occhi del ministro della Salute comprendono o meno i tagli degli stipendi di chi continua ad evitare che la sanità pubblica italiana subisca la deriva della Grecia".

La Cosmed dice "basta a pregiudizi e discriminazioni nei confronti di chi ha contribuito come nessun altro al risanamento del Paese. Forse è il momento di abolire le 'leggi speciali' fatte contro i dipendenti pubblici fino a considerare questo status quasi un reato". E ancora: la Cosmed diffida il Governo da iniziative "frutto di accanimento ideologico, a prescindere, nei confronti di categorie ormai esasperate", auspicando il recupero di un rapporto "non conflittuale con la dirigenza pubblica del Ssn senza la quale nessuna riforma è possibile e credibilmente attuabile".

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