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Cossiga, Macaluso: "Indecifrabile, in decine di lettere i suoi sfoghi"

16 agosto 2020 | 12.18
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"E' stato un personaggio molto importante per il nostro Paese ma anche molto contraddittorio, questa è la mia valutazione. Ha avuto momenti di grande lucidità e momenti in cui ha preso posizioni decisamente discutibili. Anche da Capo dello Stato". Con queste parole all'Adnkronos, Emanuele Macaluso, storico esponente del Pci, ricorda Francesco Cossiga a dieci anni dalla scomparsa.

"Io dico sempre che coesistevano diversi Cossiga - prosegue -. Per questo, forse, sembrava non avere coerenza nei gesti, perché non ce ne era uno solo. Io ho decine di sue lettere, scritte con una calligrafia quasi indecifrabile, difficile da interpretare. Lettere scritte nel periodo in cui era Presidente. Erano soprattutto degli sfoghi, sulla situazione che vivevamo, sul comportamento dei comunisti, dei democristiani. Parlava a me perché avevamo un rapporto molto positivo".

"In realtà non posso dire altro su Cossiga se non appunto che è stato un personaggio contraddittorio, perché questa è la parola che lo rappresenta di più. Aveva momenti in cui esprimeva una posizione fortissima e momenti, se possiamo definirli così, in caduta. Anche con i comunisti aveva questa dualità, coltivava i rapporti con loro ma ci si contrapponeva duramente. Questo era il suo modo di essere. Per capire Cossiga dobbiamo considerare il personaggio nel suo complesso, ma, a mio avviso, averne una lettura è impossibile", conclude Macaluso.

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